di
Ersilia Gillio
L’omicida, il 35enne Andrea Sirica, era in forte stato di agitazione. Ha molestato la giovane e poi è salito sul bancone del negozio prima di afferrare il coltello
È morto per difendere sua figlia, Gaetano Russo, il panettiere 61enne ucciso a coltellate nella notte tra lunedì 2 e martedì 3 febbraio a Sarno, nel Salernitano. I particolari sulla tragedia sono stati ricostruiti ieri dalle forze dell’ordine, grazie ai racconti di diversi testimoni che hanno visto e sentito.
Martedì notte, poco prima dell’una, un giovane ha citofonato all’abitazione del panettiere, in piazza Sabotino. La casa di Gaetano Russo è collegata con il panificio. A rispondere, la figlia 19enne. All’altro capo del citofono c’è Andrea Sirica, 35 anni, con piccoli precedenti per droga. La famiglia Russo lo conosceva bene perché spesso passava in panetteria per chiedere qualcosa da mangiare. «Fa ancora più male sapere che Gaetano lo aveva più volte aiutato», racconterà il sindaco di Sarno, Francesco Squillante, che conosceva molto bene la vittima.
Anche in paese tanti sapevano che Andrea Sirica aveva avuto a che fare con la droga, anche se non aveva mai creato problemi. Per questo la figlia di Russo, 19 anni, gli ha aperto tranquillamente la porta, pronta ad offrirgli qualcosa da mangiare. Ma questa volta la reazione è stata diversa e imprevista. Sirica, in forte stato di agitazione, si è infatti avvicinato alla ragazza in atteggiamento molesto. A quel punto il panettiere ha cercato di fermarlo per proteggere la giovane, ma Sirica ha reagito salendo sul bancone. Poi ha afferrato un coltello e si è accanito sul panettiere sferrandogli dieci coltellate, o forse di più, all’addome.
Le urla hanno attirano l’attenzione di alcuni residenti che hanno chiamato la polizia. Il primo a intervenire, però, è stato un carabiniere libero dal servizio che abita a pochi metri dal panificio e aveva sentito le urla. In negozio, una scena raccapricciante. Per terra, Gaetano ormai privo di vita; accanto, la figlia sotto choc e in stato confusionale. Non è chiaro se Sirica abbia avuto un lite con la ragazza prima di afferrare il coltello e se fosse sotto effetto di stupefacenti. «Certamente la causa non può essere una richiesta di soldi perché mio zio non glieli avrebbe negati. È sempre stato generoso con tutti», afferma Imma, una nipote della vittima.
A quanto pare Sirica qualche ora prima di uccidere il panettiere era stato notato in condizioni di precario equilibrio mentale. Alle 18.20 era entrato anche nella Chiesa di San Teodoro. «Urlava e cantava a squarciagola — racconta il parroco, don Antonio Agovino —, gli ho chiesto di allontanarsi per non disturbare i fedeli. È andato via continuando a cantare». Gaetano Russo da poco era diventato nonno. Lascia la moglie e due figli. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Nocera Inferiore, stanno acquisendo anche i filmati delle telecamere interne e esterne al panificio. Sirica è stato arrestato con l’accusa di omicidio. Al momento è esclusa la premeditazione.
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4 febbraio 2026 ( modifica il 4 febbraio 2026 | 14:55)
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