L’account “fake”

Il primo cittadino della città berica segnalerà quanto accaduto alle autorità. L’account fake scriveva ai contatti su finanza e investimenti




Il profilo hackerato del sindaco Giacomo Possamai


Il profilo hackerato del sindaco Giacomo Possamai




Il profilo hackerato del sindaco Giacomo Possamai


Il profilo hackerato del sindaco Giacomo Possamai

Un profilo falso, creato utilizzando nome e immagini del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, ha iniziato a circolare sui social nelle ultime ore, inviando messaggi privati a decine di persone con proposte legate a presunte analisi finanziarie e investimenti. A scoprirlo è stato lo stesso primo cittadino, rientrato in municipio direttamente dall’aeroporto dopo il viaggio in Cina: è stato contattato da decine di conoscenti che avevano ricevuto richieste sospette.

Conversazioni private avviate dal profilo “fake”

Non si tratta di un vero e proprio “furto” dell’account ufficiale, ma della creazione di un profilo parallelo, costruito recuperando fotografie e informazioni facilmente reperibili online. In poche ore, il profilo è riuscito a raccogliere circa 140 contatti, avviando conversazioni private dal contenuto ambiguo, che non prevedevano una richiesta diretta di denaro, ma facevano riferimento a consulenze finanziarie e opportunità di investimento.

Il profilo è stato segnalato in massa ed è stato successivamente disattivato, anche se alcune persone continuano a scrivere al sindaco dopo aver ricevuto i messaggi quando l’account era ancora attivo. Proprio per questo Possamai ha annunciato che procederà con una segnalazione formale alle autorità competenti.

Il primo cittadino: «Rubare l’identità digitale di una persona è una pratica pericolosa»

«Sono arrivate tantissime segnalazioni in questi giorni – ha spiegato il sindaco -, spero che nessuno ci abbia creduto e soprattutto che nessuno sia caduto in truffe o situazioni simili. È una vicenda che mi inquieta non tanto per me, quanto per il rischio che questi raggiri rappresentano per le persone più fragili, a partire dagli anziani».

Il primo cittadino sottolinea come la sottrazione dell’identità digitale rappresenti uno dei rischi più seri legati all’uso dei social network. «Rubare l’identità digitale di una persona significa fingersi quella persona nei confronti degli altri. È una pratica grave e pericolosa. Per questo credo sia giusto rendere pubblica questa vicenda, affinché tutti prestino maggiore attenzione».

Le segnalazioni ricevute riguardano esclusivamente Facebook, dove il profilo falso ha operato contattando utenti anche conosciuti personalmente dal sindaco. L’invito, ribadito da Possamai, è quello di diffidare sempre da messaggi inattesi.