di
Aldo Grasso

La serie è uno spin-off ufficiale di The Office che sposta la telecamera da una fabbrica di carta all’ultimo utilizzo della medesima: un quotidiano d’informazione locale

The Paper è la nuova serie mockumentary (falso documentario) degli autori di The Office. Ambientata in una redazione del Midwest sull’orlo della chiusura, racconta con ironia tagliente e dinamiche surreali il tentativo di fare giornalismo di qualità senza risorse (Sky serie). La serie è uno spin-off ufficiale di The Office che sposta la telecamera da una fabbrica di carta all’ultimo utilizzo della medesima: un quotidiano d’informazione locale (che, come business, vale ormai meno della carta da ufficio e della carta igienica).

Seguiamo le vicende del Toledo Truth Teller, alle prese con budget risicati, clickbait, idealismo e caos quotidiano, mantenendo lo stile «camcorder + confessionali» che ha reso celebre il genere in televisione. Se The Office (la serie della Bbc del 2001 creata da Ricky Gervais e Stephen Merchant) rappresentava l’epopea del mobbing per la spietatezza e il cinismo con cui raccontava le rivalità tra colleghi, The Paper fatica a conservarne lo spirito irriverente, a fidelizzare lo spettatore e a rendere i personaggi memorabili. Il confronto con l’originale è inevitabile e quasi penalizzante: battute e archetipi suonano familiari ma raramente innovativi. La serie appare datata e poco audace, con una comicità che risulta più tenue di quanto ci si aspetti.



















































In breve, la scrittura non raggiunge sempre il livello di brillantezza a cui eravamo abituati e i personaggi secondari risultano talvolta piatti. Un discorso a parte meritano Sabrina Impacciatore (Esmeralda Greg) e Domhnall Gleeson (Ned, il caporedattore). Impacciatore interpreta una «perfida svampita» con una recitazione volutamente sopra le righe.

Il contrasto tra la sua energia esuberante e il resto della redazione è uno dei motori più interessanti dello show. Lei domina lo spazio, mentre Ned lo subisce; proprio da questo attrito nasce la tensione narrativa. Il personaggio di Gleeson conferisce profondità alla serie, ricordando allo spettatore che il declino del giornalismo non è solo un pretesto per le battute, ma una perdita reale.

5 febbraio 2026 ( modifica il 5 febbraio 2026 | 17:57)