Hanno il braccio teso e l’impugnatura della pistola alla Scarface. Sparano tra la folla, nel mucchio, per nulla impressionati dalla presenza di ragazze, che – colte all’improvviso – scappano lasciando gli scooter, pur di salvarsi la vita. Fanno fuoco a ripetizione, mentre piombano in piazza Carolina, mentre girano attorno alle panchine ai piedi della Prefettura e mentre tornano a casa, in vico Caricatoio, spaccando in due la quiete di Napoli, in una notte si sapore prenatalizio. Dodici dicembre scorso, dunque, passata l’una, inferno a Chiaia, come raccontato dai video depositati agli atti dell’inchiesta che vede in cella sette giovanissimi (tra cui tre minorenni), al termine delle indagini della Squadra Mobile del primo dirigente Giovanni Leuci.

Minuti di terrore, a rivedere i filmati, si comprende subito che gli spari di metà dicembre non sono solo un problema di paranze e di clan. Sì, d’accordo: da un lato ci sono quelli dei Quartieri Spagnoli, che fanno riferimento a Vincenzo Giovanni Percich, detto Johnny, un 19enne figlio e fratello di due soggetti attualmente in cella per omicidio, dall’altro ci sono quelli di Pizzofalcone. Ma le immagini che oggi Il Mattino è in grado di raccontare (e di mostrare sul Mattino.it) evidenziano ciò che era chiaro a tutti sin dal primo momento: gli spari “investono” e rischiano di colpire anche dei ragazzi estranei ai clan, anche giovanissimi che quella notte – a due passi dalla piazza bardata di luminarie – erano lì a vivere la movida napoletana. Ed è così che, dopo aver assistito alla «stesa» dei gruppo Percich, si nota due ragazze che scappano verso via Chiaia.

Napoli, spari in piazza Carolina: fermato un altro minorenne, era di ritorno da un viaggio in Spagna