Milano – “Buonasera dallo stadio Olimpico”. La prima gaffe al benvenuto: stadio olimpico? San Siro? Vabbè, poteva essere una défaillance dovuta all’emozione. Ma poi: come è possibile confondere Matilda De Angelis con Mariah Carey, non distinguere la presidente del Cio Kirsty Coventry dalla figlia del Capo dello Stato Sergio Mattarella, andare alla cieca di fronte alle campionissime e ai campioni del volley azzurro, “mi sembra di vedere Paola Egonu” e sul resto della delegazione è restato il mistero. La telecronaca della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è stata un campionario di gaffe, sfondoni, strafalcioni, commenti al limite dell’offensivo, stereotipi culturali durante la sfilata degli atleti, luoghi comuni con i brasiliani che hanno la musica nel sangue, gli spagnoli calienti, gli africani pratici in riti voodoo, gli arabi “che ci hanno abituato a vestiti del genere”, come sono bizzarri questi africani agli occhi del commentatore Rai. Per non dire della matematica: il Kazakistan avrebbe classificato ai Giochi solo 4 atleti, di cui ben 7 nello sci di fondo. Magia dell’aritmetica.
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Paolo Petrecca (a sinistra) con Auro Bulbarelli
Il direttore di RaiSport Paolo Petrecca ha accompagnato così milioni di italiani nel viaggio immersivo nello show magistralmente ideato da Marco Balich. Telecronista quasi per caso, non doveva essere lui al microfono live dallo stadio. Petrecca ha preso al fotofinish il posto di Auro Bulbarelli, “squalificato” dalla Rai dopo aver spoilerato in conferenza stampa la presenza dello sketch di Sergio Mattarella alla cerimonia (alla fine il Capo dello Stato è arrivato al Meazza su un tram guidato da Valentino Rossi). Durante le tre ore abbondanti di telecronaca non sono mancati neppure le battute. Una, questa, da cabaret di terz’ordine: “Se Puccini si fosse chiamato Bianchini avremmo avuto Rossini, Bianchini e Verdi a rappresentare i colori della nostra bandiera”. Ghali, invece, già messo in ombra dopo le polemiche della vigilia, è passato pressoché inosservato allo sguardo del telecronista. Promemoria: la prossima volta citare il rapper di Baggio anziché perdersi il nome per strada.
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Un momento della cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi Milano Cortina
Simone Giannelli, il capitano della nazione maschile di volley: “Solo Paola Egonu è famosa…”
“Grazie ai telecronisti”. Così, aggiungendo tre emoticon che ridono a crepapelle, il capitano della nazionale maschile di pallavolo Simone Giannelli in un commento su Instagram ironizza sul fatto di non esser stato riconosciuto e citato dalla telecronaca Rai. Sotto un post della pagina “Pallavolisti Brutti” con le foto degli azzurri e delle azzurre del volley alla cerimonia di apertura olimpica, l’alzatore ha ironizzato sulla telecronaca Rai, dove in diretta è stata riconosciuta – in ritardo –solo una dei sei atleti della delegazione. “Solo Paola Egonu è famosa. Ma non prendiamocela… è stato fantastico lo stesso”, ha concluso Giannelli con tre cuoricini.
Il M5S: “La telecronaca Rai è sembrata la parodia dell’evento”
“Se la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina è stata spettacolare, la telecronaca Rai è sembrata la parodia dell’evento che avrebbe dovuto raccontare. Alla guida del racconto il direttore di RaiSport Paolo Petrecca, protagonista di una sequenza di errori e gaffe culminate con lo scambio tra lo Stadio Olimpico e San Siro, tra Matilda De Angelis e Mariah Carey e quello tra la presidente del Cio e la figlia di Mattarella, momento che riassume perfettamente il livello di preparazione mostrato in diretta”, attaccano gli esponenti M5S in Commissione di Vigilanza: “Dopo le polemiche dei giorni scorsi e la gestione già discutibile dell’avvicinamento all’evento, Petrecca conquista senza rivali la medaglia d’oro della sciatteria televisiva. Una figuraccia olimpica. Sarebbe bastato non prepensionare Franco Bragagna per avere un commento all’altezza dello spettacolo. In un’Olimpiade organizzata in casa, il servizio pubblico riesce nell’impresa di essere l’anello più debole dello spettacolo. In un paese normale si sarebbe già dimesso, purtroppo invece Giampaolo Rossi continuerà a difendere Petrecca demolendo la reputazione della Rai. Quand’è che questo amministratore delegato deciderà di assumersi la responsabilità dei suoi errori? L’amichettismo è lo strumento per dimostrare che il privato sia meglio del pubblico. Noi la pensiamo diversamente, che il servizio pubblico, la principale azienda culturale del Paese, vada affidato ai migliori”.
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Pd: “Ennesima dimostrazione di occupazione politica e dilettantismo”
“Che altro deve accadere ancora per mandare a casa TeleMeloni?”, si chiedono Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale Pd, e Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai: “Si è superato ogni limite. Una serata che avrebbe dovuto rappresentare un momento altissimo per il servizio pubblico è stata trasformata nell’ennesima dimostrazione di occupazione politica e dilettantismo. Petrecca ha inanellato errori, banalità e sfondoni in serie. Non è un incidente. È una scelta. Le Olimpiadi sono una cosa seria, sono un momento di massima responsabilità per il servizio pubblico. E invece la Rai ha offerto la sua peggiore versione: quella che conosciamo fin troppo bene, TeleMeloni. Una televisione piegata alla fedeltà politica invece che alla competenza. Alla propaganda invece che alla professionalità. Questo non è servizio pubblico. È occupazione. Con il risultato di umiliare lo sport, la Rai e il pubblico che paga il canone”.
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Il sindacato Usigrai: “Una bruciante sconfitta per l’immagine del servizio pubblico”
Duro anche il commento del sindacato interno Usigrai: “Autoassegnarsi un incarico e poi rivelarsi completamente inadatti a portarlo a termine è solo l’ultima fallimentare iniziativa di un direttore sfiduciato dalla sua precedente testata e, nonostante questo, premiato dalla Rai in vista dell’importantissimo appuntamento olimpico affidandogli la guida di RaiSport – dove è stato sfiduciato altre due volte. Se i Giochi hanno come motto ‘L’importante è partecipare’, non così dovrebbe essere per chi, invece di premiare il merito, con la sua iniziativa ha causato una bruciante sconfitta per l’immagine del servizio pubblico e di chi ci lavora”.
Roberto Natale, membro del Cda Rai: “inadeguatezza professionale, totalmente sbagliata la scelta di Petrecca”
“Nessuno provi a ‘buttarla in politica’. La valanga di critiche che si sta abbattendo sul direttore di Rai Sport non deriva dal fatto che abbia simpatie di destra, ma dall’incontestabile dimostrazione di inadeguatezza professionale offerta in quattro ore di telecronaca: capace persino, tra cento altri errori, di ignorare i campioni e le campionesse della pallavolo italiana e mondiale, tranne Paola Egonu. Eppure la redazione sportiva ha al suo interno competenze sperimentatissime, che avrebbe permesso alla Rai di superare brillantemente questa prova”. Così Roberto Natale, consigliere di amministrazione Rai: “Sono state ignorate, così come erano state ignorate in Cda le motivazioni professionali per le quali avevo giudicato totalmente sbagliata, e non da solo, la scelta di Petrecca per la direzione di Rai Sport. Questo è l’esito al quale conduce una politica aziendale che premia l’appartenenza prima della competenza. È indispensabile cambiare subito rotta, altrimenti rischia di saltare quel che resta del patto fiduciario tra la Rai e il suo pubblico”.



