di
Christian Gaole
Verona, lavorava a Cologna Veneta. Scriveva versi fin da ragazzo e aveva studiato al Centro sperimentale di cinematografia di Roma: l’esperienza sul set del regista simbolo Giuseppe Tornatore
A Cologna Veneta, in provincia di Verona, era conosciuto come agente immobiliare. Ma ridurre Franco Conte, scomparso mercoledì 4 febbraio all’improvviso, alla sua professione sarebbe un errore. Perché dietro il lavoro c’era la vita straordinaria di un uomo che aveva inseguito con ostinazione il teatro, il cinema e la poesia. E che, per un tratto del suo percorso, era riuscito anche a entrare nel mondo del grande cinema, comparendo nel film di Giuseppe Tornatore «La leggenda del pianista sull’Oceano».
Aveva 59 anni Franco Conte, ed è morto improvvisamente. Lascia una figlia, la madre e i due fratelli. La sua storia non è quella di un artista affermato, ma di un uomo che non ha mai smesso di studiare e cercare, convinto che l’arte fosse una necessità, non un ornamento.
Nel film di Tornatore
Dopo gli studi universitari, Conte aveva scelto di seguire la sua inclinazione più profonda: il teatro. Si era formato tra corsi e laboratori, studiando recitazione e drammaturgia, frequentando ambienti artistici che lo avevano portato anche fuori dal Veneto. Aveva studiato al centro sperimentale di cinematografia di Roma. Un percorso serio, fatto di impegno e disciplina, che lo aveva avvicinato al linguaggio del cinema e gli aveva consentito di vivere un’esperienza significativa sul set, in una produzione diretta da Giuseppe Tornatore, uno dei registi simbolo del cinema italiano.
La passione per la poesia
Accanto alla recitazione, la poesia. Una passione coltivata fin dall’adolescenza, vissuta in modo appartato, lontano dai circuiti editoriali. Nel 2019, era stato premiato ad un concorso nazionale di poesia a Roma. Scriveva molto, spesso dedicando parole agli affetti più profondi o alle ferite della sua vita, prima fra tutte la perdita del padre, avvenuta il 4 febbraio del 2019, in un tragico incidente. Alcuni componimenti li regalava agli amici.
L’ultimo saluto
Nonostante le esperienze artistiche e gli anni trascorsi anche lontano da casa, Conte aveva scelto di tornare a Cologna Veneta. Qui aveva avviato e portato avanti la sua attività immobiliare, senza mai rinunciare alla letteratura. La sua è la storia di un uomo che ha vissuto due dimensioni in parallelo. Ultimamente stava lavorando a una sceneggiatura teatrale. Come ultimo saluto, il 7 febbraio a Villa Bongiovanni di Locara, parenti e amici hanno letto i suoi componimenti e condiviso ricordi personali.
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7 febbraio 2026
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