A Domenica In
Rocio ha ricordato gli inizi con Julio Iglesias: «Eo molto piccola, sono partita con lui per il primo concerto a 17 anni per Honolulu. Lui chiamava tutti i giorni al telefono fisso mio padre e mia padre per dire che stavo bene. Il mio rapporto con lui era paterno, era anche molto esigente». Su quell’esperienza: «Io facevo la corista. Canto molto male ma lui cercava una ballerina-corista. Non importava che non sapevo cantare. Lui mi chiudeva il microfono e facevo il lip sync». L’esperienza è durata tre anni: «Mi divertivo da morire, ho girato il mondo con lui».
L’arrivo in Italia
«Io facevo l’attrice, avevo finito l’accademia e iniziavo a fare i provini. Arriva la chiamata per un film internazionale di Paolo Genovese» ricorda Rocio sul suo arrivo in Italia. «È stata un’esperienza molto bella, era una grandissima occasione». Il successo ha fatto il resto: «Quando il film è uscito, sono arrivate molte richieste. Nel 2013, in un momento di crisi in Spagna con tanti giovani che se ne andavano, ho pensato di venire in Italia».
Sanremo
Vengono mostrate in studio le immagini di Sanremo 2015, quando direttore artistico era sempre Carlo Conti. Rocio riflette sui cambiamenti che ha visto in 11 anni: «Ero una ragazza con molta più paura, adesso ne ho meno del giudizio e delle mie imperfezioni. Sono un po’ più risolta. Ero anche un po’ più inconsapevole e incosciente».
La famiglia
La spagnola racconta il rapporto con suo padre, pieno di contrasti: «È stato l’uomo della mia vita, anche molto esigente, duro e poco affettuoso in alcune situazioni». Sono diverse le cose di lui che oggi si porta dietro: «Mi trascino il senso del dovere performare sempre al massimo. Mi ha trasmesso anche l’amore per l’arte, il cinema, la pittura. Lui aveva una vita semplice, sognava e ha rincorso di essere qualcun’altro attraverso l’arte». Il pensiero durante l’intervista va anche alla mamma: «Mia mamma è in Italia e ci sta guardando con Luna e Alma, qualche lacrima sarà scesa anche a lei». Negli ultimi mesi complicati ha sentito l’assenza del papà: «Mi è mancato tantissimo non abbracciarlo. Io credo che lui sarebbe stato orgoglioso di come ho affrontato le cose. Mi avrebbe sicuramente detto di proteggere Luna ed Alma come ho fatto».
Il futuro
Rocio si augura di trovare serenità nella sua vità: «Quando sei giovane dici chi se ne frega, in questo momento ha tantissimo valore». Come si immagina il futuro? «In famiglia con Luna e Alma più grandi, in Italia». Mara Venier le sottolinea come una bella ragazza come lei dovrebbe trovare anche un compagno, lei risponde: «Ti immagini zitella tutta la vita?».
L’amore
«Da 23 a 37 anni ho sempre visto lo stesso uomo». Rosio spiega come si trovi oggi, catapultata nel mondo delle relazioni da adulta. «Ti dico che sono inciampata – confessa – perché non ho pratica. Mi corteggiano, dire che sono molti è esagerato». Ma ora vuole una persona fissa nella sua vita? «Ho bisogno anche di tempo, ho paura di soffrire. Voglio proteggermi».
Le figlie
Parole bellissime spese anche per le figlie, Alma e Luna: «Loro sono il mio tutto, ti confesso che ritrovarmi mamma di due bambini separata non è facile. La mia vita sono loro, è molto diversa da quella che viene poi raccontata. Avere questa onestà di sentimenti in un mondo superificiale e che non amo è una ricchezza immensa».
Il lavoro
In chiusura si parla dei progetti che la stanno coinvolgendo recentemente: «Il lavoro mi ha salvato. È arrivato Freeze, ho scritto il romanzo “La vita adesso” e ho girato due film. Adesso parto, faccio una tourné teatrale».