Parliamo della sua carriera. A chi deve dire grazie per essere arrivato dov’è?
«A una sola cosa: il pubblico. Anche alla luce delle recenti polemiche: non puoi pensare di piacere a tutti. L’importante è piacere a una grande fetta di pubblico, magari la maggioranza. Negli anni, il pubblico mi ha dato la forza, l’appoggio e l’affetto necessari ad arrivare dove sono. Gradino dopo gradino, e con un pizzico di fortuna».

C’è qualcuno che, invece, l’ha ostacolata?
«Certo! Ma preferisco dimenticare. Perché se uno mi pesta un piede io penso sempre al mio sbaglio di averlo messo sotto il suo. Non sono un santo, non è la predica del porgi l’altra guancia. È più il mio carattere. Come quando le cose vanno benissimo. La mattina dopo il successo di Sanremo dello scorso anno, ai miei autori dicevo: tenete i piedi per terra. E pedalare, pedalare! La carriera, come la vita, è una gara di ciclismo: discese, salite e ancora discese e ancora salite. Ti servono solo due cose: il pubblico e la forza di pedalare».

Al contrario della maggior parte di chi lavora in tv, lei non vive a Roma, non frequenta la vita mondana e appena finisce un programma, prende il treno e torna a Firenze…
«Sono rimasto un provinciale e la mondanità non m’interessa. Mi ricordo i primi anni Duemila, sbarcato a Roma con Leonardo Pieraccioni. Alle otto e un quarto di sera eravamo seduti al ristorante, non c’era nessuno. Quando iniziavano ad arrivare le persone, noi avevamo finito di cenare. Quando termino il mio lavoro, mi piace tornare alla mia vita e ai miei affetti».

Parla spesso di suo figlio Matteo…
«Lui è una delle persone da cui mi piace tornare. Andiamo spesso a pesca insieme. Ho anche scritto un libro per De Agostini, Pesca con il Babbo – Manuale di complicità tra padre e figlio. Mi piace stare con Matteo, sulla nostra barchetta, in mezzo al mare».

Come si instaura la complicità tra padre e figlio?
«Bisogna imparare a divertirsi insieme rispettando quello che piace a tuo figlio, non solo quello che piace a te. Detto questo, per farlo innamorare della pesca, mia grande passione, ho usato un piccolo trucco: quando aveva tre anni, l’ho portato a pescare orate d’allevamento nella Laguna di Orbetello. Un bambino che prende quel pesce così grande con una tale facilità non può che amare la pesca».