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Redazione Economia

La casa di Maranello ha chiuso il 2025 con ricavi netti pari a 7,14 miliardi di euro, in aumento del 7%, e utili superiori a 2 miliardi. Il ceo Vigna: «Restiamo orientati al futuro e al progresso. «Visti i risultati è giusto condividere»

Ferrari ha chiuso il 2025 con ricavi netti pari a 7,14 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto all’anno precedente. L’utile operativo è pari a 2,1 miliardi, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente, con un margine dell’utile operativo pari al 29,5%, l’utile netto a 1,6 miliardi (+5%) e l’utile diluito per azione a 8,96. L’ebitda è di 2,77 miliardi, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, con un margine pari al 38,8%. Il free cash flow industriale è pari a 1,5 miliardi, in aumento del 50% rispetto all’anno precedente. Ferrari distribuirà ai circa 5mila dipendenti un premio per il 2025 che arriva fino 14.900 euro. «Visti i risultati è giusto condividere con tutti», dice l’amministratore delegato Benedetto Vigna. L’anno scorso il premio era fino a 14.400 euro.

Per il 2026 la Ferrari stima ricavi ancora in crescita, il titolo corre in Borsa

Ferrari punta a raggiungere nel 2026 ricavi pari a 7,50 miliardi e un margine dell’ebitda del 39%, supportata da un robusto mix di prodotto, secondo quanto comunicato dall’azienda in occasione della presentazione dei conti dell’anno 2025. In Borsa il titolo della casa dei bolidi in rosso ha fatto registrare un balzo in avanti subito dopo la pubblicazione dei conti: lo scatto di Ferrari ha portato le azioni in rialzo del 7% circa. In luce anche Stellantis, che mostra una salita bruciante del 4,61% sui valori precedenti e prosegue il recupero dopo il tracollo di venerdì scorso (-25%): da inizio anno l’azione della casa automobilistica franco-torinese è in flessione di circa 30 punti percentuali. Qui, l’andamento dei titoli in tempo reale.



















































Vigna: portafoglio ordini si estende verso la fine del 2027

«Nel 2025 Ferrari ha confermato la forza della propria strategia, attenta alla gestione dei volumi e focalizzata sul valore», ha detto Benedetto Vigna, ceo di Ferrari, in occasione della presentazione dei conti 2025. «La nostra straordinaria performance finanziaria – con ricavi in crescita del 7% a oltre 7,1 miliardi di euro, un margine dell’Ebit in aumento di 120 punti base al 29,5% e un flusso di cassa industriale superiore a 1,5 miliardi – è stata sostenuta dal mix di prodotto, dalle personalizzazioni e dalle sponsorizzazioni. La domanda di Ferrari continua a essere molto solida ed è gestita con rigore in ogni mercato, riflettendo il nostro modello di esclusività: il portafoglio ordini si estende verso la fine del 2027», ha aggiunto Vigna, sottolineando che «rimaniamo fedeli alla nostra identità: orientati al futuro e riconoscibili per la nostra volontà di progresso». 

Vigna: Elkann e Piero Ferrari hanno legame indistruttibile con la Rossa

«I due azionisti principali hanno con Ferrari un legame indistruttibile», ha detto ancora l’ad Vigna, in riferimento al nuovo patto parasociale, rinnovato a inizio anno, che blinda il 32% del capitale Ferrari. L’accordo prevede che Piero Ferrari possa vendere fino al 5% e disdettare «a sua discrezione» il patto con Exor con un preavviso di 30 giorni lavorativi. «John Elkann e Piero Ferrari hanno deciso il nuovo accordo. Mi hanno tenuto al corrente. Ero con John la settimana scorsa, ci siamo visti spesso a gennaio anche per la F1. Ho visto anche Piero Ferrari. Le cose che si leggono sui giornali non trovano riscontro. L’impegno è forte». Piero Ferrari, figlio del fondatore della casa di Maranello, potrà come detto vendere fino al 5% e disdettare «a sua discrezione» il patto con Exor. Un diritto che non ha invece la holding della famiglia Agnelli-Elkann: potrà uscire anticipatamente dal patto soltanto se Piero Ferrari e il suo Trust scenderanno sotto la soglia del 5% della società. Il patto ha una durata di tre anni e non più di cinque. 

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10 febbraio 2026 ( modifica il 10 febbraio 2026 | 15:39)