A 86 giorni dal via dell’edizione 109, l’indagine sul Giro 2025 realizzata da Ifis Sport rivela un dato significativo: la spesa totale sul territorio è arrivata a 2,1 miliardi di euro
Giornalista
11 febbraio – 08:32 – MILANO
Il Giro d’Italia cresce sempre di più. Al via dell’edizione 109 mancano 86 giorni: sarà venerdì 8 maggio, per la prima volta nella storia da Nessebar, Bulgaria, per concludersi domenica 31 maggio nel cuore di Roma. E intanto ieri si è svolto il talk dedicato alla corsa della Gazzetta e alle sue ricadute sul sistema Paese, organizzato da Rcs Sports & Events in partnership con Best Western, sponsor ufficiale del Giro. Appuntamento alla 46ª Bit, la Borsa internazionale del turismo, che fino a domani si svolge nei padiglioni di Rho Fiera, a ovest di Milano. E subito è emerso un dato estremamente significativo, grazie all’indagine sul Giro 2025 realizzata dalla divisione Ifis Sport, ideata dal Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio di Banca Ifis, con l’obiettivo di quantificare il ritorno economico generato dalla manifestazione nelle zone interessate: la spesa totale sul territorio è arrivata a 2,1 miliardi di euro. E poi, la crescita degli spettatori live che sono stati pari a due milioni e 300.000 (aumento del 4,5 per centro rispetto al 2024).
analisi e crescita—
“Questi dati confermano come il Giro d’Italia non sia solo un grande evento sportivo, ma uno strumento concreto di sviluppo del territorio e di promozione del Paese – afferma Paolo Bellino, ad e dg di Rcs Sports & Events -. Il valore di 2,1 miliardi di euro tiene conto dell’impatto immediato, cioè la spesa degli spettatori e della macchina organizzativa durante le tappe. E dell’impatto indiretto, cioè la spesa di chi, dopo aver assistito all’evento in un determinato territorio, ci torna per vivere altre tipologie di esperienza turistica. Rispetto alla prima misurazione di questo tipo, nel 2023, la crescita è evidente. Il modello è quello dell’economia circolare, capace di lasciare valore anche dopo il passaggio della corsa”. Ivana Jelinic, ad di Enit SpA, aggiunge: “Siamo partner di questo evento da diversi anni e ne siamo orgogliosi. Riteniamo che il Giro d’Italia sia una delle manifestazioni iconiche del nostro Paese. Non attrae solo gli appassionati di ciclismo, ma attraverso i suoi percorsi racconta il territorio. Mostra le eccellenze e le peculiarità italiane, facendo scoprire zone ancora inesplorate. Il Giro è e rimane uno strumento estremamente efficace di promozione turistica delle nostre destinazioni”.
opinioni—
È intervenuto anche Sandro Pappalardo, presidente di Ita Airways: “La nostra identità è profondamente legata allo sport: dal blu della livrea ai grandi campioni celebrati sui nostri aeromobili, fino alle partnership con eventi iconici come le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina e il Giro d’Italia”. Nel dettaglio, la corsa rosa 2026 ha già attirato campioni del calibro di Jonas Vingegaard (attesissimo il suo debutto) e Joao Almeida, Richard Carapaz e Egan Bernal, senza dimenticare italiani di riferimento come Giulio Pellizzari e Giulio Ciccone, Filippo Ganna e Jonathan Milan. Inizierà, come detto, dalla Bulgaria e si tratta della 16a partenza dall’estero (la prima fu nel 1965 da San Marino). I numeri, a questo proposito, certificano il successo di quella del 2025 dall’Albania, pure inedita: tra gli spettatori live delle tre giornate, il 39% ha assistito a più di una tappa, il 42% ha effettuato almeno un pernottamento; il 13% proveniva dall’estero e, dopo aver assistito al Giro, il 93% ha dichiarato di voler visitare l’Italia e acquistare prodotti italiani. Inoltre, il 74% degli spettatori crede che le tappe del Giro in Albania siano state una straordinaria opportunità di promozione turistica, e il 63% considera la corsa rosa come ambasciatore all’estero dell’Italia. Non è sorprendente: è più che mai nel Dna del Giro andare oltre i confini. Entusiasmare. Unire.
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