di
Paolo Tomaselli

Tutti contro il giocatore nerazzurro dopo l’espulsione di Kalulu: ha dovuto silenziare i commenti sui social, è turbato per l’ondata di violenza

Tutti contro Alessandro Bastoni, fino alle minacce di morte a moglie e figlia: il difensore dell’Inter e della Nazionale ha bloccato i commenti sui social network — come la moglie Camilla Bresciani — quando ormai il livello degli insulti, irriferibili, era già tracimato. Bastoni ha trascorso il giorno di riposo nella casa in provincia di Bergamo, assieme alla famiglia: la pausa concessa alla squadra da Chivu lo ha aiutato a isolarsi, magari ascoltando le canzoni di Ultimo, il suo cantante preferito, ma anche riprendere la routine del campo da stamattina ad Appiano sarà importante. Perché per l’Inter sarà l’ennesima settimana chiave, con il playoff di Champions da giocare con il Bodo (mercoledì in Norvegia e martedì 24 a San Siro) e in mezzo la trasferta di Lecce, sabato alle 18.

La pressione è sempre altissima sui nerazzurri, Bastoni in questo senso è uno dei pochi giocatori che si è lamentato di giocare troppo, facendo anche discutere: «Anche i calciatori fanno sacrifici, non solo gli operai». Sabato l’adrenalina era anche più del solito perché da 14 partite l’Inter non batteva una tra Juve, Milan e Napoli. Le parole di Chivu, pronunciate quasi un’ora dopo la fine di Inter-Juve, hanno fatto capire la linea della società: 1. Nessuno colpevolizza uno dei giocatori chiave della squadra, anche se il contatto di Kalulu sul braccio dei nerazzurri è «leggero», come ha ammesso l’allenatore: «Ma il calcio è questo da 100 anni» la chiosa del romeno, che ha rimproverato l’avversario per l’ingenuità. 2. Contro il Liverpool un lieve tocco dello stesso Bastoni ha fatto stramazzare al suolo Wirtz causando un rigore nel finale che all’Inter ha fatto molti danni, costringendola a passare per il playoff. 3. Il giocatore deve stare sereno, proprio perché la sua è una situazione come se ne vedono tante altre, in passato spesso anche contro l’Inter al cospetto della Juve stessa. Anche se «la medaglia d’oro di volo» come si è divertito a definirla il quotidiano francese l’Équipe, ha fatto il giro d’Europa per l’importanza del match.



















































Chi sta vicino a Bastoni lo ha sentito turbato per l’onda di violenza che lo ha travolto: purtroppo non è una novità per i personaggi pubblici (e non solo per loro), come non è una novità vedere un calciatore che accentua una caduta. E nemmeno l’esultanza di Bastoni per l’espulsione dell’avversario, la cosa peggiore della serata di San Siro che sicuramente ha reso il caso ancora più spinoso, è una rarità assoluta. Solo per citare un esempio legato alle due squadre, anche Chiellini, in uno dei suoi ultimi Juve-Inter, simulò un fallo per far ammonire Perisic e poi andò ad abbracciare Khedira per il risultato ottenuto. Il fatto che il malcostume sia così generalizzato non assolve Bastoni, ma con ragionevole sicurezza non gli impedirà di indossare la maglia della Nazionale negli spareggi per il Mondiale, il primo con l’Irlanda del Nord (26 marzo) a Bergamo, nello stadio dove «Basto» ha mosso i primi passi nel professionismo. A caldo l’esclusione dall’azzurro era stata invocata dall’ex premier Enrico Letta: «Non va convocato». Mentre il presidente del Senato, Ignazio La Russa, tifoso interista, ha espresso un sentimento diffuso tra il popolo nerazzurro: «Se si vuole incentrare tutto su un episodio ricordiamoci che siamo sempre in credito e ci siamo sentiti troppe volte derubati dalla Juve. E se per una volta fosse vero che abbiamo derubato un’espulsione, e un po’ lo è, non è così grave. Questo è il tifoso che parla. Lo dico con il sorriso».

Sdrammatizzare non è facile. Il presidente nerazzurro Marotta stamattina terrà una conferenza stampa prima dell’Assemblea di Lega sul caso Bastoni. Nell’ordine del giorno dell’incontro tra i club, oltre alla questione del protocollo sul secondo giallo, che partirà dal Mondiale, c’è anche l’incontro fra arbitri, capitani e allenatori, finora sempre slittato per impossibilità di incrociare le agende. Prima o poi bisognerà fermarsi in attimo, per guardarsi allo specchio. E per guardarsi in faccia. Intanto l’Inter riparte a caccia degli ottavi di Champions nel gelo di Bodo. Bastoni domani salirà come sempre sull’aereo per la lunga trasferta in Norvegia: considerato che sabato ha giocato solo 45’ per il cambio scacciaguai del suo allenatore durante l’intervallo, sarà probabilmente titolare.

16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 08:19)