Il solito Sinner. Per fortuna. Il numero due al mondo domina la sfida all’esordio contro Tomas Machac all’Atp 500 di Doha passando 6-1 6-4 in un’ora e 10 minuti, e si piazza al secondo turno dove lo aspetta l’australiano Popyrin che ha liquidato la wild card qatariota Zayd, senza classifica. Per lui si trattava del debutto assoluto nel torneo del Qatar dopo che lo scorso anno, appena arrivato, aveva dovuto fare inversione a U per l’accordo di sospensione di tre mesi con la Wada. Sovrascrivere l’amarezza con un ricordo vittorioso è quanto di meglio potesse chiedere Jannik, che in questa trasferta è accompagnato da Simone Vagnozzi, dal preparatore Umberto Ferrara e dall’osteopata Andrea Cipolla, ha anche un tifosa speciale nel box. Laila Hasanovic, la fidanzata danese, è arrivata per seguirlo e si è seduta nell’angolo accanto al team, segno che la relazione è ormai più che ufficiale e prosegue. 

il match—  

Sinner, che nell’allenamento della vigilia aveva lamentato un leggero fastidio al ginocchio sinistro, proprio come in Australia prima del match contro Ben Shelton, non ha mostrato debolezze. Il servizio, su cui ha tanto lavorato, ha reso molto bene con 7 ace e il 69% di prime, 86% di punti con la prima e 85% con la seconda. Non sono mancate le discese a rete per l’altoatesino, al lavoro anche per aggiungere variazioni e aggressività al suo gioco. La partita non ha avuto molta storia, nonostante Machac sappia essere insidioso. Il primo set è volato via col vento del deserto, lasciando al ceco appena un game, con due break subiti nel secondo e nel sesto game. Secondo parziale un po’ più equilibrato, con Sinner che scatta avanti nel 5° game rimontando da 30-0 e poi, nel nono game, quando Machac serve sul 4-5 si guadagna tre match point che il rivale riesce ad annullare con delle buone prime. Jannik serve per il match e parte con l’ace. Sul 40-0 concede un 15 e poi chiude al quinto match point con una prima. La sconfitta contro Novak Djokovic in semifinale all’Australian Open non ha lasciato scorie nella testa di Jannik che ha ammesso di aver imparato molto dalla delusione australiana, presa con filosofia: “Non si può sempre vincere, lo sport è così – ha detto alla vigilia del torneo -. Ma ci siamo subito messi al lavoro per limare una serie di particolari che hanno bisogno di un po’ di tempo per essere metabolizzati”. Domani intanto tocca a Carlos Alcaraz contro Rinderknech.