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Redazione Sport

Alla vigilia dell’andata del playoff di Champions contro il Galatasaray, l’allenatore bianconero torna sulle polemiche di San Siro: «Le simulazioni uccidono il calcio e il professionista»

«Kalulu? Oltre ad avere ricevuto due torti clamorosi nella partita, non penso che debba prendere anche del fesso dall’allenatore della squadra avversaria. Da Chivu non me l’aspettavo. Questo dà a me la possibilità di parlare del comportamento dei calciatori dell’Inter, cosa che non devo fare». Dopo averlo detto ai microfoni di Sky Sport, il tecnico della Juventus, Luciano Spalletti, ribadisce il concetto in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Galatasaray, riferendosi all’espulsione di Kalulu contro l’Inter e alle parole di Cristian Chivu nel post-partita. «Pierre è un bravo ragazzo, un professionista e una persona perbene – ha aggiunto -. Non parlo sopra le parole di Elkann e dei dirigenti, hanno già parlato loro». 

Ma Spalletti è chiaro anche sul futuro di Bastoni in Nazionale. Per l’allenatore bianconero il difensore non va certamente escluso: «Non bisogna creare delle restrizioni alla volontà di Gattuso, che deve essere
libero di portare i calciatori che vuole, senza nessun tipo di condizionamento. Io non sono più ct, ora abbiamo un ct forte che va
lasciato lavorare e deve essere libero di fare come vuole». Le simulazioni sono il tema scottante delle ultime ore: «Offendono il professionista e il calcio. Mi è piaciuto l’atteggiamento dei miei a Milano: ai ragazzi ho detto “Dopo questa gara sono orgoglioso e non vi cambierei per nessuna squadra al mondo”».



















































Ovviamente il focus si sposta poi sull’andata dei playoff di Champions contro il Galatasary: «Quando c’è il doppio confronto sono importanti tutte e due le gare. In queste partite c’è un sole verticale che ti illumina in tutte le parti e non puoi nasconderti. Ogni esitazione può costare cara. Noi dobbiamo giocare da squadra, non subire le pressioni avversari e giocare il nostro calcio. Icardi e Osimhen? Sono due calciatori molto forti, con caratteristiche diverse, che messe insieme fanno l’enciclopedia del numero nove. Sono due attaccanti che sanno comportarsi dentro l’area di rigore. Uno ti crea il caos, uno sa usare il caos. Tutti e due hanno una qualità estrema»

16 febbraio 2026