di
Alessandro Bocci
Il primo tempo dei bianconeri si è rivelato un’illusione. Nel giro di dieci giorni si giocheranno tutto. Inter, il Bodo Glimt è una trappola. Chivu il primo moralista
Nell’inferno dell’Ali Sami Yen, uno degli stadi più caldi d’Europa, la Juventus ha rimediato una figuraccia internazionale ed è quasi fuori dalla Champions. Il primo tempo, giocato con piglio e chiuso meritatamente in vantaggio, si è rivelato una cocente illusione. La ripresa è stata la più brutta dell’era Spalletti ed è inevitabile chiedersi i motivi di una caduta così fragorosa. L’infortunio di Bremer, che ha reso la difesa più fragile, non è sufficiente a spiegare l’umiliazione di Istanbul. Nulla nel secondo tempo ha funzionato. A cominciare dalla sostituzione dell’ammonito Cambiaso con Cabal. Una mossa, nelle intenzioni di Spalletti, per evitare di rimanere un’altra volta in dieci. E invece lo sciagurato colombiano, entrato molle, ha rimediato due cartellini gialli in otto minuti.
Ma in quel momento i diavoli turchi erano già avanti 3-2. In superiorità numerica il Gala ha conquistato metri e fiducia. La doppietta di Noa Lang, oltre ad aver messo in ginocchio i bianconeri, è uno schiaffo al Napoli e a Conte, che lo hanno lasciato andare via troppo frettolosamente. Spalletti deve farsi in fretta delle domande. Ha dato un’identità, ma non basta. La Juve ha perso tre delle ultime quattro partite, subendo 13 gol. E nel giro di dieci giorni si giocherà la Champions di oggi, quasi svanita, e quella di domani contro Como e Roma.
I playoff si confermano una trappola per le italiane. L’anno scorso sono stati fatali a tutte e tre le nostre squadre, stavolta sono cominciati nel peggiore dei modi. L’Atalanta, troppo morbida, ha perso contro il Borussia e non sarà facile rimontare nel ritorno a Bergamo il 2-0 di Dortmund. Non ci resta che sperare nell’Inter al Circolo polare artico. Il Bodo sul proprio campo sintetico ha rifilato tre gol al Manchester City. Bisognerà fare attenzione alle trappole e verificare la reazione dei nerazzurri dopo i veleni del derby d’Italia. Bastoni si è assunto le proprie responsabilità. Chivu invece è sembrato nervoso e se l’è presa con i moralisti del calcio, dimenticando che il primo, a fare la morale, è stato proprio lui.
18 febbraio 2026 ( modifica il 18 febbraio 2026 | 08:25)
© RIPRODUZIONE RISERVATA