di
Luca Bertelli

Della Valle e Ndour trascinatori, i friulani tornano sul -8 nell’ultimo quarto ma è un lungo assolo bresciano. Sabato di nuovo in campo a Torino.

Si temeva l’incoscienza e la mente sgombra della grande debuttante, la neopromossa Udine (che un mese fa, al Palaleonessa, aveva quasi vinto), caricata dalla qualificazione a sorpresa alla Coppa Italia. In partite di questo tipo, dentro o fuori, l’esperienza però conta di più. E questa Germani è arrivata a Torino con gli occhi di una leonessa ferita dopo la sconfitta sulla sirena a Varese. Per questo non ha lasciato scampo ai friulani nel quarto di finale di Coppa Italia, né bello né combattuto ma per meriti bresciani. Le percentuali dalla lunga distanza di Udine sono state terrificanti e nel basket moderno, senza il tiro da tre, non si vince più. Però, nell’altra metà campo, c’era una squadra lucida e spietata, costretta ancora a giocare e lottare con il dolore e contro le difficoltà: oltre all’assenza arcinota di Ivanovic, che si spera possa rientrare dopo la lunga sosta di un mese, Massinburg è sceso in campo con un dito lussato e nel ruolo di play improvvisato, nel quale tuttavia si è ben alternato con un Della Valle tuttofare e con il solido Cournooh. Se dalla panchina, a Varese, non era arrivato il contributo sperato nel momento clou, stavolta è stata questa la carta speciale nel mazzo dell’allenatore: oltre al vice regista, la prova di Burnell è stata molto solida in attacco e anche a rimbalzo.

Al pronti via, però, l’americano era in panchina mentre ad aprire le danze ci hanno pensato Della Valle e Ndour, i migliori per rendimento complessivo: Brescia è partita molto bene e a fine primo quarto, nonostante molti errori da ambo le parti, la Germani conduceva già 23-11. Buona invece la reazione dei friulani al ritorno in campo: un parziale riapriva subito la partita con la Germani in carestia offensiva, parzialmente domata solo da una serie di canestri vitali del solito Ndour, cui si accodava anche Massinburg. Mentre Udine balbettava con il canestro, nonostante la prova d’autore di Calzavara (fresco di convocazione in nazionale, dove troverà Adv ma anche Veronesi, bresciano, che gioca a Cremona), Brescia trovava con il suo capitano e con un redivivo Rivers le triple più pesanti per mantenere una doppia cifra di vantaggio. A salire in cattedra, prima del riposo, era tuttavia Burnell: vitale il suo contributo spalle a canestro per il +11 di metà gara, che ha consentito alla Germani di tornare in campo più serena, intenzionata ad azzannare la sfida. Missione compiuta, con i tre punti da distanza siderale di Della Valle a fissare il +19 (massimo vantaggio) a fine terzo quarto. 



















































Come a Varese, tuttavia, nell’ultimo parziale la stanchezza stava per fare un brutto scherzo alla squadra di Cotelli: Udine non è però mai andata oltre al -8, raggiunto a 3’22” dal termine. Decisiva una doppia giocata di Rivers, stoppata e bomba, per scacciare la paura. Sabato, alle 18, la semifinale.


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18 febbraio 2026