Il pianoforte dove ha suonato John Lennon, gli Abbey Road Studios e la voglia di ritrovarsi. Mara Sattei, nome d’arte di Sara Mattei, torna in gara al Festival di Sanremo dopo tre anni. Il brano, una dichiarazione d’amore al suo futuro marito, si intitola “Le cose che non sai di me”. Dal 27 febbraio esce il nuovo disco, “Che me ne faccio del tempo”, con molti nomi dentro: Noemi, Mecna, che sarà suo ospite nella serata cover con “L’ultimo bacio”, Elisa, il fratello thasup, Ultimo




Torna all’Ariston dopo tre anni. Con quale attitudine sali su quel palco?


«È come se fosse il mio primo Sanremo nelle vesti di cantautrice. So cosa aspettarmi, ma l’intensità delle emozioni è sempre la stessa. Oggi però mi sento più consapevole».


Cosa è cambiato rispetto al 2023?


«Ho avuto bisogno di fermarmi. Di prendere un respiro. Mi ero resa conto che stavo lavorando tanto, ma non stavo vivendo abbastanza. Dovevo rimettere insieme tutti i pezzi».


Quali pezzi?


«Prendermi lo spazio come Sara, per poi raccontarmi come Mara».


Il disco parla di tempo come presenza. Sanremo invece misura tutto in minuti e classifiche. È una contraddizione?


«Sanremo è un’esposizione importantissima, ma c’è un prima e un dopo. La classifica non mi fa paura. Mi fa paura dare il mio valore ai numeri. Specchiarsi solo nei numeri, quello sì che mi spaventa».



Di Abbey Road cosa le è rimasto più impresso? 


«La bruciatura di sigaretta di John Lennon sul pianoforte.

Lì dentro è passata vita vera. E’ un luogo vissuto».

Ha registrato in presa diretta, lasciando anche piccole imperfezioni. Perché?


«Perché volevo che restasse autentico. Ho lasciato perfino i rumori delle unghie che battono sui tasti. Era importante che si sentisse la verità di quel momento».


Nel disco c’è anche Ultimo


«Mentre ero a Londra, lui era a Londra. Volevo chiamarlo, avevo già scritto il brano, ma ho avuto timore a farlo. È molto selettivo, entra nei brani solo quando è davvero appassionato. Avevo paura che non gli piacesse».


E invece?


«Invece ha voluto lavorarci. Ci siamo incontrati al pianoforte, a Roma, a casa sua. Io avevo scritto gran parte del testo, lui è entrato soprattutto nella parte finale. È un grande lavoratore, molto preciso».


“Le cose che non sai di me” è una dichiarazione d’amore. 


«Al mio futuro marito. Ma la musica è un linguaggio universale». 


Se potesse parlare alla Mara di due anni fa, cosa le direbbe? 


«Di non avere paura di sentirsi fragile. Di togliere quei muri che si era messa per proteggersi».




Ultimo aggiornamento: giovedì 19 febbraio 2026, 07:09





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