Regge il patto istituzionale per la ricostruzione del Sannazaro, regge oltre l’emotività del momento scatenata dalle fiamme e delle lacrime per un teatro che è andato letteralmente in fumo. E oggi il Patto tra le Istituzione, Governo, Regione e Comune è stato ratificato – in tempi record – dal ministro Alessandro Giuli in Prefettura alla presenza del Prefetto Michele Di Bari e con il sindaco Gaetano Manfredi. In prefettura non era presente fisicamente il governatore Roberto Fico altrove per impegni istituzionali, a farne le veci l’assessore alla Cultura Ninni Cutaia, che ha annunciato lo stanziamento «di un milione quale fondo a disposizione del Sannazaro».

APPROFONDIMENTI

Video

Una giornata intensa quella di ieri con il ministro che è arrivato all’esterno del Teatro insieme a Manfredi e ha incontrato Salvatore Vanorio, con la moglie Lara Sansone, gestori del Teatro di Chiaia. «Il teatro lo ricostruiremo» la sua rassicurazione. Poi Giuli dal Sannazaro è andato in Prefettura a piedi passeggiando per via Chiaia. 

IL VERTICE 

C’è, dunque, la volontà e la determinazione delle Istituzioni di restituire al più presto il Sannazaro alla città, ma la strada non è in discesa. Il Sannazaro è un teatro privato e affinché le Istituzioni possano immettere denaro per la ricostruzione c’è bisogno di una convenzione: più chiaramente serve rendere il Sannazaro almeno parzialmente un teatro, «di pubblica utilità» con un fine preciso. Una quota del Sannazaro deve andare alle Istituzioni così come anche pezzi della governance a garanzia che «l’interesse pubblico» venga preservato. Un aspetto della vicenda che emerge proprio dal vertice in Prefettura dove Giuli stuzzicato sulla questione dei finanziamenti fa chiarezza: «Non sono cifre che si possano improvvisare, anche perché in genere le correggiamo al rialzo, queste cifre. Su questo potete star certi. Ripeto, ogni sforzo da parte pubblica e privata è ben accetto ed è già in previsione. Quindi state certi che non sarà una questione economica, piuttosto sui tempi e sui modi». Tempi e modi per rifare il Sannazaro sono collegati. Il sindaco entra nel dettaglio: «Prima di pensare a rifare il teatro – dice Manfredi – si deve trovare il percorso amministrativo che consenta questa cooperazione tra pubblico e privato, una volta definito il percorso, e potrebbe volerci tempo, poi possiamo cominciare a pensare alla ricostruzione».

«Presto ci sarà una riunione anche con i proprietari del Teatro che sono altro dai gestori. Il Ministero della Cultura ha garantito la continuità nel supporto economico alla programmazione, le modalità con cui i gestori vorranno continuarla sarà decisa da loro, il Comune ha messo a disposizione il Teatro Mediterraneo poi decideranno loro». Capire come impostare la convenzione per immettere finanziamenti è il tema vero per mettere in moto la ricostruzione. E per arrivare a quel punto occorre sapere come è scoppiato l’incendio – c’è di mezzo anche una questione di polizze assicurative – e quali sono le intenzioni dei proprietari dell’immobile, circa una decina, ai quali la Sansone e Vanorio versano un canone di affitto intorno ai 14mila euro al mese. Quella dei proprietari da oggi è una questione in carico al Prefetto Michele Di bari che presto li convocherà. In questo contesto si innesta l’erogazione del milione da parte della Regione quale fondo a disposizione del Sannazaro. «L’importante è averli stanziati – dice Fico – con il prossimo bilancio e avere un fondo che deve andare a supporto dell’inizio di una serie di attività del teatro Sannazaro, con il ministro Giuli e con il Comune, ora dobbiamo stabilire le procedure di intervento». Fico è sul pezzo e al riguardo è sulla linea di Governo e Comune: «È un teatro che è di proprietà di una società privata. Si dovrà vedere insieme al Ministero e insieme al Comune, come è già stato fatto, per esempio, con il Petruzzelli come andare avanti». 

LA ROADMAP

Parola al ministro che ha le idee ben chiare e batte forte sule sinergie: «Siamo di fronte a una tragedia culturale, ma da questa tragedia può venire fuori una splendida forma di cooperazione tra istituzioni differenti per raggiungere l’obiettivo di creare una struttura ancora più forte che dia continuità e solidità al teatro Sannazaro». E ancora il ministro a spiegare cosa si sta facendo a poche ore dal rogo: «Siamo volenterosi, abbiamo capito l’obiettivo e come raggiungerlo il prima possibile. Siamo tutti qui Regione, Comune e ministro e vi assicuro il massimo sforzo del governo di Giorgia Meloni, in particolare per questioni di cooperazione e di intervento». Per il ministro «qualsiasi valutazione di carattere tecnico credo sia un po’ presto non è il ministro della Cultura che può avventurarsi in discorsi del genere. Posso assicurare che lo Stato c’è e il Sannazaro rinascerà e sarà bello come prima. Adesso facciamo una mappatura di tutte le necessità economiche». Un cronoprogramma serrato dove il ministro sottolinea che il rogo del Sannazaro non deve essere vissuto «come un lutto permanente. Stiamo lavorando affinché i tempi siano più rapidi possibile, e già essere qui tutti oggi, e aver fatto una riunione veloce in cui ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito subito che c’è un’urgenza e la volontà concorde di operare, è un messaggio di speranza costruttiva». Soldi pubblici ma anche iniziative per caldeggiare una raccolta fondi di cui potrebbe essere proprio il Mic il promotore attraverso una campagna Rai. Idea per il momento ancora da concretizzare.