di
Barbara Visentin

I due in gara al Festival con «Poesie Clandestine»

Prima la stima, poi l’amicizia, adesso Sanremo insieme: Lda e Aka7even hanno due percorsi artistici speculari, «ci chiamiamo anche tutti e due Luca», e approdano all’Ariston con «Poesie clandestine», brano che anticipa l’album congiunto omonimo, in uscita il 6 marzo. 

«L’estate scorsa avevamo finito i rispettivi tour, ci siamo ritrovati insieme ad amici produttori e autori ed è nato questo brano — spiegano —. Ci siamo guardati e abbiamo detto “perché non proviamo a proporlo al Festival?” A guidarci, più che il testo o la musica, è stata la sensazione e poi in 16 giorni è arrivato il disco. Nonostante avessimo due album pronti separatamente, ci siamo detti “perché non farne uno insieme?”».



















































Anche se sono giovanissimi — LDA, cioè Luca D’Alessio, ha 22 anni e Aka, cioè Luca Marzano, 25 — hanno già alle spalle un Sanremo a testa: «C’era una grande incoscienza, io avevo appena 19 anni quando ci sono andato. Adesso siamo più maturi», dice LDA. Prima ancora, in edizioni diverse, sono passati per la scuola di «Amici di Maria De Filippi»: «Lei è la Madonna, veglierà su di noi. Non l’abbiamo ancora sentita, non vogliamo disturbarla. Ma poco prima che inizi il Festival ne avremo bisogno».

LDA è uno dei tre figli d’arte in gara, ma papà Gigi farà il tifo da casa: «Non lo posso portare e mi dispiace tanto. Gli altri non lo vedono così, ma lui per me è mio padre e tutti lo vorremmo vicino nei momenti belli e brutti della vita». Anche Aka ormai è di famiglia: «Gli voglio bene, dispiace pure a me». Che consigli sono arrivati? «Artisticamente si fida molto, me li dà a livello umano, tipo mett’ ‘a sciarp’, non pigliare freddo», dice LDA.

Napoli è nel dna di entrambi, evocata anche nel testo sanremese: «È una città che ti plasma, nel brano diciamo a una lei che è come Napoli sotterranea, cioè è stratificata, nascosta, buia, ma anche piena di vita». Così, nella serata delle cover, hanno invitato Tullio De Piscopo per «Andamento lento» che pochi giorni prima, martedì 24, compie 80 anni: «Ci fa un regalo, saremo sul palco con una leggenda».

La loro amicizia risale a prima dei talent di entrambi: «Ci conosciamo da otto anni, a ciascuno piaceva un pezzo dell’altro, senza sapere nemmeno di chi fosse, e ora viviamo anche insieme». In casa, a Milano, sono in cinque: «È una specie di campus in cui non ci sentiamo mai soli. E il rapporto umano ha coeso bene anche il progetto musicale». 

Alla base c’è anche una grande ammirazione reciproca: «Con autotune o senza, sappiamo cantare entrambi, abbiamo studiato tanto — dice LDA —. Aka è fra le voci maschili migliori in Italia, al momento è sotto solo a Mengoni e non mi spiego come la gente ancora non l’abbia notato, gli ruberei la voce». Lui replica: «Luchino ha un’attitudine incredibile che conta più della voce, avrà tante soddisfazioni e una carriera longeva. È un fratello».

19 febbraio 2026