L’istituto italiano per l’Intelligenza artificiale (Ai4i), che ha sede a Torino, alle Officine grandi riparazioni (Ogr), ha compiuto un anno di vita. Nei giorni scorsi, il suo presidente, Fabio Pammolli, docente di Economia al Politecnico di Milano e consigliere del ministro Giancarlo Giorgetti, ha fatto il punto sul lavoro svolto per promuovere la ricerca sull’Intelligenza artificiale con un particolare riguardo agli aspetti ingegneristici.
Perché il tema di fondo è quello di riuscire a trasformare le idee in iniziative industriali concrete, progetti che abbiano possibilità di crescere, start up che restino italiane senza essere inevitabilmente acquistate dall’estero o costrette a emigrare per competere. «Il cuore del nostro progetto – ha spiegato Pammolli – è un insieme di unità di ricerca e sviluppo sull’intelligenza artificiale nei settori del made in Italy: modelli predittivi, robotica avanzata, applicazioni innovative». Interessante è l’opera di ricerca internazionale di talenti, in gran parte di ritorno. Il presidente del Comitato scientifico, Marco Pavone, con Luca Carlone del Mit di Boston e Marco Zaffalon, dell’Istituto svizzero Dalle Molle, hanno selezionato per ora dodici qualificati e promettenti profili di esperti di Intelligenza artificiale, dieci dei quali italiani, già affermati e in carriera.
Sono stati attratti non solo dalle condizioni economiche, agevolate sul piano fiscale dalla legge sul rientro dei cervelli, ma anche e
soprattutto dalla qualità dei progetti e dalla possibilità di essere di fatto «imprenditori in proprio». La struttura dell’istituto torinese è piatta. Non ci sono dipartimenti. Ogni ricercatore è responsabile del proprio progetto pluriennale. Riceve uno starting grant, che è il suo capitale iniziale. La retribuzione, con una componente variabile molto significativa, viene rivista
periodicamente in relazione agli obiettivi raggiunti. I talenti si possono far tornare e soprattutto se ne possono attirare da ogni parte del mondo, sperando che qui trovino un Paese che vuol sfidare il futuro, non averne paura, ritraendosi.
25 febbraio 2026
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