Per smacchiare questa delusione tremenda servirà portare a casa quella coppia di trofei domestici rimasti sulla tavola, anche perché adesso le energie potranno essere gestite in maniera ancora più democratica
Giornalista
25 febbraio – 10:01 – MILANO
Chi in questi luoghi aveva visto Acerbi non arrendersi al destino e a Lamine Yamal, chi si stropicciava gli occhi per un’impensabile volontà di potenza contro il grande Bayern, ieri ha pagato il biglietto per un altro tipo di spettacolo: in Europa, nel giro di qualche mese, l’Inter è passata dall’epica al tragico. Su suolo italiano, però, potrebbe accadere un viaggio contrario: qui la vecchia delusione può presto trasformarsi in gloria. L’ultimo scudetto, buttato via sul più bello mentre ci si avvicinava proprio al sole della Champions, ha fatto male al club e ai giocatori quasi quanto la sconfitta di Monaco con il Psg: per questo, la possibilità di vincere subito il campionato, schiantando tutta la concorrenza senza la minima pietà, è diventata il principale carburante di stagione. L’Inter ammaccata da questa notte, che resterà tra le peggiori della propria storia recente, tornerà gioco forza a concentrarsi solo sulla Serie A, obiettivo principale, evidentissimo già dalle scorse settimane. Al campionato va agganciata pure la Coppa Italia, che manca in bacheca da un paio di stagioni ormai: se da un lato i nerazzurri si godono un +10 rassicurante sul Milan in classifica, dall’altro sono agevolati in Coppa da un percorso senza nessuna big, vista la semifinale col Como e l’eventuale finale con una tra Atalanta e Lazio. Il “doblete” nazionale è ben chiaro nel mirino, assai più facile di un’altra inimmaginabile cavalcata in Champions.
oltre l’incubo—
Se è vero che immaginarsi altre magnifiche notti europee come quelle della scorsa primavera sfiorava l’utopia, è altrettanto chiaro che il Bodo Glimt era ampiamente alla portata dei ragazzi di Chivu: è l’evidenza che fa male a tutti i tifosi. Nello specifico, la tiranna della Serie A e finalista dell’ultima Champions è uscita dall’edizione successiva contro una squadra di buon livello tecnico, ma mai andata neanche vicina agli ottavi di finale e con un fatturato che è dodici volte inferiore: viste le premesse, il tonfo è fragoroso. Per smacchiare questa delusione tremenda servirà, quindi, portare a casa quella coppia di trofei domestici rimasti sulla tavola imbandita, anche perché adesso le energie potranno essere gestite in maniera ancora più democratica, senza sforzi supplementari in Europa: in un contesto così, l’assenza di Lautaro – quanto sarebbe servito tra le maglie gialle ieri sera – preoccupa decisamente meno. A sentire Beppe Marotta non spaventa troppo, però, neanche il -20 milioni che verrà iscritto al bilancio, visto che il Bodo Glimt ha fatto evaporare gli 11 milioni di bonus per l’eventuale ingresso agli ottavi di finale di Champions e il successivo prevedibile maxi-incasso di San Siro: “Anche se dovessimo uscire, l’aspetto bilancistico lo andremmo a rimediare in corsa. Non è assolutamente un problema”, aveva detto il presidente prima del match, mettendo tatticamente le mani avanti. Verrà quindi l’estate e dei giocatori verranno ceduti e il club spera per quella data di poter mettere una nuova toppa di tre colori sul petto: nient’altro che non sia lo scudetto può far dimenticare quest’incubo norvegese.
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