Picchiato e frustato con le cinture davanti alla propria famiglia per costringerlo ad abbandonare la casa popolare che gli era stata assegnata legalmente. È l’ennesimo episodio di violenza che si consuma tra i padiglioni dello Zen 2, dove il controllo mafioso sugli alloggi continua a dettare legge, imponendo chi può restare e chi deve andare via.

Nel mirino è finito un uomo dello Sri Lanka, arrivato da pochi mesi insieme alla moglie e ai figli e che vive in un appartamento assegnato regolarmente. Una presenza ritenuta fin da subito ingombrante da chi nel quartiere gestisce il racket delle case popolari. Le prime minacce non erano bastate a farlo desistere.

Il cingalese, che lavora come collaboratore domestico presso alcune famiglie, aveva deciso di resistere.

Una scelta che ha innescato la spedizione punitiva. Alcuni picciotti, su mandato di chi controlla gli affari nel quartiere, lo hanno aggredito sotto gli occhi dei familiari. Calci, pugni e colpi di cintura; vere e proprie frustate su tutto il corpo, con un unico messaggio: lasciare l’alloggio.

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