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“Scherzi a parte” rispunta dal passato e destabilizza gli ascolti, ottenendo un clamoroso 26% di share, pari a 3,6 milioni di spettatori. Un passato nemmeno troppo remoto, visto che l’ultima edizione (la seconda targata Enrico Papi) era andata in scena ‘solo’ nel 2022.
Ma questo “Scherzi a parte”, affidato al nuovo arrivato Max Giusti, è stato capace di distinguersi e allontanarsi da quello stile, mollando gavettoni e burle in studio a favore del racconto e di una interazione leggera e spensierata con gli ospiti.
In sintesi, Giusti si mangia Papi, portando in scena uno spettacolo tutto sommato godibile, seppur arenato a tratti a uno stile anni novanta esteticamente superato.
Giusti come Teocoli
Max Giusti somiglia parecchio a Teo Teocoli, che da conduttore non rinunciò alle sue parodie e ai suoi travestimenti, affidandosi a spalle o a vittime sacrificali come Massimo Boldi. L’attore romano, al contrario, è solo sul palco, e l’unico supporto sono gli stessi ospiti vip o addirittura un Giusti chiamato a colloquiare con la sua imitazione, in un gioco di tempi e pause calcolate che non fanno altro che annacquare e danneggiare la gag.
In questo modo, sia Aurelio De Laurentiis, triste fotocopia di quello del “GialappaShow”, che Alessandro Borghese e Cristiano Malgioglio (apparsi rapidamente senza lasciare sostanziali tracce) sono risultati jolly sprecati, messi in campo più che altro per timbrare il cartellino.
Caricature scariche, fini a se stesse, senza scrittura, che non rendono onore ad un padrone di casa privato del tocco magico e di quel lato creativo che può esplodere solo grazie ad assist perfetti.
L’intuizione di Bonolis
Paolo Bonolis, timoniere del programma nel 2015 e 2018, fiutò la necessità di aggiornare il prodotto e agì per sottrazione, puntando su uno studio minimal, con sola panchina al centro dove poter chiacchierare con la vittima e una narrazione filmica degli scherzi, con tanto di voce fuori campo. Dettaglio questo mantenuto da Giusti, che tra l’altro può approfittare della concomitante interruzione di un’analoga produzione da parte de “Le Iene”, diventate per un periodo un fastidioso e penalizzante concorrente interno.
Protagonisti della puntata d’esordio sono stati Gabriel Garko, Isobel Kinnear, Lorella Cuccarini, Paolo Conticini, Francesca Barra e Gilles Rocca. Scherzi alcuni riusciti, altri meno. Da segnalare, in tal senso, la presenza tra gli attori di Alessandro Orgiato, partecipante alla prima edizione di “Money Road”. Nel filmato di Conticini compare in voce, o camuffato con occhiali e berretto. Conticini non lo riconosce e lo scherzo sembra autentico, tuttavia il rischio di far percepire al pubblico il tutto come costruito è alto. Che poi, da sempre, è il tallone d’Achille della trasmissione.
Bisognerà capire se nelle prossime settimane “Scherzi a parte” terrà o se, passato l’effetto curiosità, andrà a sgonfiarsi. Per adesso Canale 5 brinda, per numeri che al lunedì non si totalizzavano da secoli.