Si inaugura venerdì 6 marzo alle ore 18 nella sala espositiva e multimediale del Club Sommozzatori Padova in Via Cornaro 1 la mostra “Orizzonti liquidi. Un viaggio fotografico tra cielo e terra alle foci dell’Alto Adriatico” con fotografie dal cielo, da terra e dall’acqua di Monica Garau e Stefano Cusumano.
Una esposizione nell’ambito del contenitore culturale Sotto Sopra con il patrocinio del Comune di Padova. Un progetto di fotografia documentaria sviluppato con rigore sia dal lato fotografico che da quello scientifico che si è avvalso anche di riprese dall’ alto con il drone.
Un progetto fotografico che cattura la maestosità e la delicatezza dell’Ecosistema fiumi, foci, lagune e alto Adriatico avvalendosi di due tecniche prospettiche radicalmente diverse ma complementari: la visione aerea, geometrica e potente del drone, e l’intimità sensoriale delle riprese da terra.
Tale ecosistema, del quale abbiamo ripreso le zone terminali, si estende in realtà dalle Alpi fino alle coste del Nord-Est italiano (Veneto e Friuli-Venezia Giulia), dove sfociano alcuni dei maggiori fiumi italiani, dando vita a estese zone umide e lagunari:
- Po: Il fiume più lungo d’Italia, crea un vasto delta che modella costantemente il litorale.
- Adige: Il secondo fiume italiano per lunghezza.
- Brenta, Piave, Tagliamento, Isonzo: Fiumi che scendono dalle Alpi e, grazie al loro regime idrico alimentato anche dallo scioglimento dei ghiacciai, contribuiscono in modo cruciale all’equilibrio idrico e sedimentario della costa.
- Lagune. L’incontro tra questi fiumi ricchi di sedimenti e le maree adriatiche, in un litorale basso e sabbioso, ha creato le lagune, ecosistemi di transizione salmastra unici al mondo per estensione e complessità, tra cui le più note sono la Laguna di Venezia e le Lagune di Marano e Grado. Ambienti biologicamente ricchissimi, fondamentali per la pesca e l’avifauna.
Il Dinamismo Geologico è un equilibrio costante e delicato tra l’apporto di detriti (sedimenti) dei fiumi, che tendono a “interrare” la laguna e costruire la costa, e l’azione erosiva e idrodinamica del mare e della marea.
Il cambiamento climatico minaccia questo equilibrio su più fronti, alterando sia il sistema fluviale che quello costiero:
- Innalzamento del Livello del Mare
- Marinizzazione: L’acqua marina penetra più a fondo nelle lagune, aumentando la salinità. Ciò mette a rischio le specie animali e vegetali che dipendono da un equilibrio salmastro e può alterare la circolazione idrica.
- Erosione Costiera: la maggiore energia delle onde erode spiagge e cordoni litorali che proteggono le lagune.
- Alterazione dei regimi fluviali. I fiumi, fondamentali per apportare acqua dolce e sedimenti, subiscono alterazioni significative: con alternanza di periodi di siccità prolungati e piene improvvise e ripetitive causa di intense erosioni del territorio
(come evidenziato nelle nostre riprese dove il colore dell’acqua dei fiumi assume assai spesso i colori della terra)
In sintesi, l’Alto Adriatico è un laboratorio naturale dove l’interazione tra fiumi e lagune crea un ecosistema di vitale importanza. Il cambiamento climatico sta mettendo questo sistema sotto stress, amplificando l’innalzamento del livello del mare e alterando il ciclo dell’acqua, rendendo necessarie urgenti strategie di adattamento e gestione idrogeologica per preservare l’integrità del territorio e delle sue città
La Prospettiva Aerea (Drone)
L’uso del drone ci eleva per osservare le trame idrauliche che questi fiumi hanno disegnato sulla costa. Dall’alto, le fotografie catturano la potenza dei pennacchi di sedimento che i grandi sistemi (come il Po e l’Adige) riversano in mare, creando spettacolari fusioni cromatiche che sono la firma geografica di ogni foce.
- Le Trame dell’Acqua documentano i pennacchi di sedimento che i fiumi riversano in mare, creando spettacolari variazioni cromatiche che vanno dal turchese al marrone fangoso, un chiaro segno del “respiro” del fiume.
- Geometrie della Terra: lagune, barene, foci e delta formano intricate geometrie: canali sinuosi, lingue di terra che si allungano nell’acqua, e le bocche del fiume che si ramificano prima di abbracciare il mare.
- L’Impatto Umano. Dall’alto è anche possibile cogliere l’armonia (o il contrasto) tra la natura selvaggia e le opere umane: le dighe foranee, i moli, le aree di maricoltura e le infrastrutture che segnano il confine tra l’ambiente fluviale e quello marittimo.
L’Intimità da Terra
A contrasto, la fotografia da terra ci riporta all’elemento umano e alla texture del paesaggio. Abbandonando l’altezza, ci immergiamo nei canneti, camminiamo lungo gli argini e ci soffermiamo sui dettagli che l’occhio del drone perde.
- Fauna e Silenzio: Le foci catturano il movimento fugace della fauna, dai fenicotteri rosa in volo ai loro riflessi sull’acqua ferma. Qui, l’obiettivo si concentra sulla luce radente che accarezza la vegetazione palustre e sul senso di profondo silenzio che domina questi luoghi.
- Dettagli e Materialità: Le inquadrature ravvicinate rivelano la consistenza fangosa della terra, i tronchi levigati dal fiume, il legno salmastro degli approdi e il gioco di luci e ombre che al tramonto incendia i cieli sopra le lingue di terra che si protendono nel mare.
“Orizzonti Liquidi”
“Orizzonti Liquidi” non è solo un percorso documentaristico; è un dialogo tra l’immensità del paesaggio e la sua vita segreta, un invito a meditare sulla forza scultorea dei fiumi e sulla fragilità di questi ecosistemi.
Inaugurazione: 6 marzo ore 18
Mostra: 2 marzo – 4 aprile
Info web
https://www.turismopadova.it/evento/orizzonti-liquidi/
https://www.facebook.com/clubsommozzatoripadova/
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Foto articolo da comunicato stampa ©Stefano Cusumano