Firenze, 6 marzo 2026 – Torna per la quinta edizione il Premio Architettura Toscana, con l’obiettivo di sostenere l’architettura come ‘arte sociale’, ossia come il frutto di un processo corale in cui l’intera società si rappresenta e che vede come protagonisti paritetici il progettista, la committenza e l’impresa. Il premio è rivolto alle opere realizzate nel territorio della Toscana e ultimate da non oltre cinque anni: sono cinque le opere in gara ovvero ‘opera prima’, ‘opera di nuova costruzione’, ‘opera di restauro o recupero’, ‘opera di allestimento o di interni’, ‘opera su spazi pubblici, paesaggio e rigenerazione’. Le iscrizioni si apriranno ufficialmente il 9 marzo e si concluderanno il 9 maggio.
Nella giuria ci sono nomi come gli architetti Junko Kirimoto, Andrea Maffei, Francisco Mangado, Valerio Paolo Mosco e il sociologo Giovanni Semi. La cerimonia di premiazione e l’inaugurazione della mostra con il relativo catalogo sono previste per i primi giorni di ottobre 2026. Il Pat è promosso dal comitato organizzatore composto da Consiglio regionale della Toscana, Ordini degli Architetti di Firenze e Pisa , Federazione Architetti toscani, Ance Toscana e Fondazione Architetti Firenze. “Il Pat – ha dichiarato la presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi – rappresenta una visione culturale e civile che la Regione ha promosso attraverso la legge regionale 82/2016. In Toscana l’architettura è responsabilità pubblica e qualità della vita”.
Secondo Giorgio Cerrai, presidente del comitato organizzatore del Pat, il premio si pone come “osservatorio privilegiato e archivio critico di grande valore per mappare l’evoluzione dei linguaggi progettuali contemporanei e le complesse metamorfosi che interessano il paesaggio regionale”. “Il Pat – ha aggiunto la presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Silvia Ricceri – rappresenta, da dieci anni, un percorso culturale e istituzionale di straordinaria importanza per la nostra Regione. Non è soltanto un riconoscimento alle eccellenze progettuali, ma l’espressione concreta di una visione politica e normativa che, attraverso la legge regionale che lo ha istituito, ha voluto affermare con forza il valore dell’architettura come elemento determinante nella trasformazione del territorio. In questo quadro, il premio riconosce l’architettura come fattore decisivo nello sviluppo e nella rigenerazione delle nostre città: non solo intervento fisico sugli spazi, ma processo culturale, sociale ed economico capace di rimettere al centro la qualità dei luoghi e la vita delle comunità. L’architettura diventa così strumento di coesione, sostenibilità e crescita”.
Il vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Antonio Bugatti ha ricordato che “l’Ordine ha ideato questo progetto, c’era l’idea di creare il primo premio regionale del genere in Italia”, secondo il presidente dell’Ordine degli Architetti di Pisa Leonardo Germani “la rigenerazione urbana rappresenta la sfida più complessa e necessaria per il governo del territorio”. Per Vincenzo Di Nardo, vicepresidente di Ance Toscana, l’importanza di un progetto è nel “creare rigenerazione urbana e competitività del territorio”. “Questo è ormai un appuntamento di riferimento”, ha concluso Lorenzo Ricciarelli, rappresentante della Federazione degli Ordini degli architetti della Toscana e “rappresenta un presidio culturale e operativo di grande valore, in quanto riconosce nella qualità dei processi di pianificazione, progettazione e trasformazione dello spazio — pubblico e privato — un fattore decisivoper la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio territoriale, in piena coerenza con i principi fondanti della legge regionale 65/2014”.