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Il trionfo a Sanremo, la festa nella sua Napoli, l’ovazione del Maradona: sono i giorni della celebrazione per Sal Da Vinci, il trionfatore di Sanremo. Ma sono anche i giorni delle critiche e delle polemiche: l’artista napoletano ha invitato i fans a non cadere nelle provocazioni e per adesso ha scelto un profilo basso. Ma è chiaro che se certe critiche dovessero trasformarsi in offese, allora verrebbero intrapresi altri percorsi, come ha preannunciato Carlo Claps, avvocato e amico di lunga data di Sal:

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«Con la saggezza che lo contraddistingue, lui sa che quando sei al centro dell’attenzione, quando vinci in modo così plateale, una parte delle reazioni sarà negativa. È la dinamica dei tempi che viviamo, amplificata dai social.

E lui lo capisce, lo accetta con maturità. Non è un uomo che si fa abbattere dalle parole. Però c’è una distinzione importante che dobbiamo fare: una cosa è la critica musicale, anche aspra; altra cosa è l’insulto, la denigrazione personale, la discriminazione culturale. Quella non si può tollerare. Mi riferisco a dichiarazioni che non attaccano la canzone, ma attaccano Sal in quanto napoletano, in quanto espressione di una cultura popolare che qualcuno considera inferiore. Ho letto, con i miei occhi, frasi che equiparano la canzone napoletana a qualcosa di dannoso, persino pestilenziale. Questo non è giudizio critico: è discriminazione. È un’offesa alla canzone napoletana, riconosciuta e valorizzata in tutto il mondo, patrimonio immateriale dell’umanità nel senso più ampio del termine. È un’offesa a Napoli. È un’offesa a milioni di persone che si riconoscono in quella tradizione culturale».

«Sal non è un uomo che reagisce per orgoglio ferito. Ma ha una reputazione da tutelare, costruita in cinquant’anni di lavoro, di sacrifici, di rispetto verso il pubblico. E ha la responsabilità morale di difendere la canzone napoletana da chi la usa come bersaglio facile. Per questo, se le dichiarazioni offensive e diffamatorie dovessero continuare, o se dovessimo riscontrare i presupposti legali per agire, non ci limiteremo ad ascoltare passivamente. Agiremo in giudizio. La tutela dell’immagine di un artista è un diritto sancito dalla legge, e la discriminazione culturale è una forma di odio che i tribunali italiani ed europei hanno già riconosciuto e condannato in più occasioni».