Piazza Addis Abeba, cuore del quartiere Africano, da settimane è diventata scenario di risse continue. Rider che si picchiano tra loro a un’estremità della piazza. Senza dimora e altre persone dell’Est Europa che alzano il gomito, si insultano e poi danno vita a risse da strada. L’ultimo episodio risale a due giorni fa, quando una lite tra stranieri è degenerata in un parapiglia a colpi di bottiglia.
Una volta sentite le sirene di polizia e carabinieri, allertati dai residenti del quartiere, come spesso accade però, scatta il fuggi fuggi generale. Il grido d’allarme arriva dai cittadini che abitano in zona e che ora si sono ritrovati a fare i conti con un aumento del degrado e, almeno di recente, anche di violenza. I primi sintomi si erano già visti la scorsa estate, quando i residenti avevano richiesto la pulizia del sottopasso della stazione Nomentana, collegamento tra quartiere Africano e Sacco Pastore. Un corridoio che congiunge viale Etiopia e via Val d’Aosta, che i cittadini vorrebbero fosse più decoroso e sicuro.
“Tutto è iniziato da lì”, racconta Chiara Togliani, promotrice di una petizione lanciata lo scorso agosto che ha superato le 2000 firme. Dopo quell’iniziativa il sottopasso è stato sgomberato e ripulito. Gli accampamenti di fortuna, però, si sono solamente spostati di qualche metro, raggiungendo la zona di confine di piazza Addis Abeba con nuovi sgomberi inutili, avvenuti lo scorso autunno, che non hanno risolto il problema.
Ora piazza Addis Abeba è diventata affollata. Troppo, secondo qualcuno. Da una parte ci sono i cittadini dell’Est Europa. Dall’altra i rider che proprio in quell’area stazionano in attesa che venga loro assegnata una consegna da fare. E quando gli animi si surriscaldano, partono le risse. Mariacristina Masi, consigliere di FdI in Campidoglio, sta seguendo la vicenda da vicino. A inizio febbraio si è recata presso il II Gruppo della polizia locale di Roma Capitale per segnalare la situazione di degrado e bivacco che si è creata.
“Negli ultimi tempi la piazza, che dovrebbe essere un punto di ritrovo per famiglie, bambini e residenti, sta vivendo un progressivo peggioramento: presenze stabili che bivaccano giorno e notte, rifiuti lasciati a terra, schiamazzi e una generale sensazione di abbandono. Non si tratta di intolleranza, ma di decoro, sicurezza e rispetto degli spazi pubblici, che appartengono a tutti. Ho chiesto maggiori controlli e interventi più costanti”, è il pensiero di Masi.
La polizia locale, dal canto suo, ha risposto di aver messo la situazione sotto la lente d’ingrandimento e che, durante una serie di controlli, sono state identificate diverse persone, tutte di nazionalità romena. Secondo quanto appreso, inoltre, è stata assicurata la continuazione delle “attività di controllo e monitoraggio del territorio” per “garantire la sicurezza e il decoro dello spazio pubblico per tutti i cittadini”, si legge in un documento che RomaToday ha potuto visionare. Nel frattempo, l’emergenza denunciata dai cittadini è finita al centro di una lettera inviata al prefetto Lamberto Giannini, al questore Roberto Massucci e alle istituzioni municipali e del Comune.