La seconda puntata di ‘Scherzi a Parte’ condotta da Max Giusti su Canale 5 forse giustifica il 26 % di share di quella d’esordio. Il programma è divertente, il padrone di casa funziona e gli autori sono davvero infami. Soggetti malefici che nessuno vorrebbe contro, visto quanto possono diventare diabolicamente machiavellici. Ma non ci lasciamo certo intimidire. Qui di seguito, promossi e bocciati.
Il colpaccio di Max Giusti (che l’ha fatta ai Gialappi): voto 8
Ha lasciato il ‘GialappaShow’ per rispondere alla chiamata di Mediaset e un po’ tutti abbiamo pensato che avesse toppato alla grande. Invece, Max Giusti ce l’ha fatta. Proprio sotto al naso. Nella prima serata di Canale 5 sta come una cacio e pepe, tra conduzione canonica e i suoi personaggi (Alessandro Borghese, Cristiano Malgioglio e Aurelio De Laurentiis, quest’ultimo rigorosamente in collegamento). La voce impostata è marchio di fabbrica, può piacere o meno, così rimane. Ma Giusti dimostra di essere perfettamente a proprio agio nel gigantesco studio, sberleffa gli ospiti con ironico garbo e sfoggia tutto il suo repertorio di maschere, sempre spassose e caustiche. Non si è tirato la zappa sui piedi, anche se vederlo a ‘Caduta Libera’ ci aveva indotti a crederlo. Semplicemente, s’intrappola nei quiz perché gli danno meno spazio per esprimersi, lui è per lo show. L’uomo giusto nel programma che più gli è congeniale. Si diverte, ci divertiamo. E chi cambia canale è un Gialappo!
Il santino a Samira Lui, mancavano solo i cori di ‘Osanna eh!’: voto 5
Per carità, lo scherzo a Samira Lui è stato piuttosto crudele. La polizia fa irruzione negli studi de ‘La Ruota della Fortuna’, una commissaria la interroga in ufficio per affaracci legati a spaccio, istigazione alla prostituzione, riciclaggio di denaro, ricettazione. Ma chi è? Tony Montana in paillettes?! Lei comunque ci casca con tutti i tacchi, ma è il tono della voce narrante dello scherzo a risultare, alla lunga, stucchevole. Sembra tutto apparecchiato soltanto per farla uscire santa, perfetta: “Samira è la più amata dagli italiani’, ”Samira tiene moltissimo al suo lavoro”, “Samira è entrata nella storia della televisione italiana”, “Samira una volta è apparsa alla Madonna”. Solo una di queste quattro frasi non è stata pronunciata per davvero in trasmissione. Trasmissione, tra l’altro, praticamente co-condotta da lei (come settimana scorsa fece Lorella Cuccarini). L’impressione è che Lui ci debba piacere per forza. E oramai ha già entrambe le scarpe nel primetime dell’ammiraglia, ossia dove la ritroveremo, a naso, entro breve. Ma oltre alla superlativa narrazione, che altro c’è? Una ragazza bellissima che, per il momento, si limita a essere eco delle parole di chi conduce, che sia lo zio Gerry o Max Giusti. Sorride, fa tanti complimenti al pubblico, risulta deliziosa, canticchia perfino. Ancora da individuare, però, una cosa che sappia fare per davvero. A parte esistere. Circondata da cori di ‘Osanna eh!’.
Ermal Meta litiga in pugliese stretto, a piedi scalzi nel cuore della notte: voto 9
Lo hanno tirato matto. Siamo abituati a vederlo sempre posato, a interpretare testi profondi con la sua voce delicata. Voce delicata che, però, se (in)giustamente sollecitata può trasformarsi in uno tsunami di imprecazioni in pugliese stretto. Ermal Meta è forse la sorpresa di questa puntata, non si era mai visto così né ce lo saremmo immaginati. Reduce da un concerto, rientra in hotel con l’assistente Viviana (complice del programma, ndr). Lei rimane chiusa in ascensore nel cuore della notte, partono mille allarmi, la donna urla, Ermal va in suo soccorso ma non può fare niente. In più, è osteggiato dai tre addetti alla manutenzione che prendono a insulti neanche troppo velati entrambi. Saranno oramai le quattro del mattino quando Meta, lasciato da solo nel corridoio con il concreto sospetto che Viviana sia svenuta nella cabina perché, dopo un tonfo, non gli risponde più, ne approfitta per fare stretching. Chiuso fuori dalla stanza, carta smagnetizzata, stava in pigiama ma soprattutto a piedi nudi, il 14 dicembre. Un freddo becco. Tanto valeva riscaldarsi, così, alla sperindio. Lo scherzo più riuscito della serata. Specie perché ha mostrato un lato ‘inedito’ del personaggio. Dovrebbe essere questo lo scopo, no?
Matteo Bassetti incastrato sul campo di padel, lo scherzo più fiacco della puntata: voto 4
Ci sarà pure un motivo se gli autori lo hanno lasciato per ultimo. E il motivo non è perché fosse una sorta di ciliegina sulla torta. Lo scherzo al virologo Matteo Bassetti è il più fiacco della serata, prima di tutto per ragioni di audio: si sente bassissimo, soprattutto lui, non riusciamo a gustarci sadicamente ogni sua reazione. Non a caso, intervengono i sottotitoli a supporto come in una qualunque puntata di ‘Temptation Island’. Comunque il nostro si ritrova a giocare a padel in coppia con la moglie (complice del programma, ndr). Dall’altra parte della rete, un’amica (complice anch’essa, ndr) e un grandissimo cafone di nome Ascanio. Sapendo che Bassetti sia una pippa al sugo con la racchetta, gli fanno vincere il primo set. Poi, le cavallette: il rivale lo malrovescia di pallonate, si inventa regole fittizie per chiamare fallo e stoppare l’azione, è la tortura della goccia cinese. Però, parla romanaccio. Senza alcun rispetto, comincia pure a complimentarsi con la signora Bassetti, addirittura le scrive un messaggino su Instagram. A questo punto, il medico esonda e gli strilla: “Ti faccio un buco in testa, vedi di andartene, veloce!”. Ovvia conclusione: lo sventurato virologo cerca di prendere la porta, ma l’uscita è bloccata. Niente, lo abbiamo scritto molto più divertente di quanto sia stato. Il che, probabilmente, è tutto dire.
Filippo Bisciglia scapoccia in psichiatria dal cugino ‘svenuto’: voto 8
Max Giusti en travestì da Alessandro Borghese lo fredda già a inizio puntata: “Ma tu esisti veramente? Io pensavo che uscissi solo in estate, come i cocomeri!”. E questo è il benvenuto a Filippo Bisciglia, conduttore di ‘Temptation Island’ e quindi gran cerimoniere di cervate tv. Lo scherzo che il programma gli rifila, però, non ha a che fare con corna e inciuci. Più semplicemente, lo sciagurato vede il cugino Lorenzo svenirgli davanti, dopo una partitella a tennis. L’ambulanza se lo porta via, lui la segue imprecando contro il navigatore, preoccupatissimo. Una volta in ospedale, la dottoressa (un’attrice, ndr) lo rassicura: il parente sta bene, solo che ha avuto ‘un blackout’ e ora ‘forse confonde un po’ la realtà con la fantasia’. Bisciglia se lo ritrova allettato, convinto d’essere un cantante. Vaneggia di tournée imminenti, grida a squarciagola ‘Cinque Giorni’ di Michele Zarrillo, sbagliando quasi tutto il testo. Intanto, di fianco a lui c’è un altro paziente, catatonico, che urla ‘Ada’, senza un perché. Filippo si rende presto conto di essere nel reparto di Psichiatria e, lasciato da solo ‘in mezzo ai matti’ non sa come gestire la caotica situazione. Dimostra, tutto sommato, una calma che forse non avremmo pensato gli potesse appartenere, ma alla fine scapoccia, per quanto con garbo. L’unica vera vittima in tutto ciò rimane il povero Michele Zarrillo che, davvero, non si meritava tanto scempio.
L’intoccabile Claudio Amendola vittima di un’ispezione al (suo) ristorante: voto 6.5
Oramai Claudio Amendola è un affezionato di ‘Scherzi a Parte’. Siamo alla quarta volta in cui il programma sceglie di tirargli un tiromancino, ma la più epica resta quella dei primi Duemila, quando un tatuatore gli fece credere di avergli impresso per sempre su tutta la schiena l’aquila laziale. Stavolta, lo prendono di mira nel suo locale milanese di cucina romana (ma è una marchetta?, ndr). Arrivano tre ispettori dei NAS, uno più sgradevole dell’altro. Quello in comando gli ammette candidamente di volergli far chiudere il locale ‘per salire di grado’ e che, di conseguenza, troverà un modo ‘così domattina ne parleranno tutti i giornali’. Le minacce non intimoriscono l’attore che, sulle prime, sfoggia una buona filosofia: “Fate pure, tanto ne riapro altri tre”. Quando però l’ispettore-capo comincia a ‘toccarlo’, prendendolo dentro con le mani, Amendola si trasforma in Hulk: “Non lo devi fare, tieni giù le mani, io mi innervosisco”, gli sibila come un puma ringhiante. Inascoltato, lo invita a discutere la questione ‘fuori’, ossia lo vuole corcare. Intanto, un assistente del locale gli confessa di esser stato lui a chiamare questi controlli perché gli manca il sushi del ristorante che c’era prima, rimpiazzato dalla trattoria di Amendola. “Io sto per menarti, fermami!”, gli risponde il nostro, taurinissimo, mentre quattro persone cercano di trattenerlo. Forse un filo meno verosimile degli altri – perché più ‘recitato’ – lo scherzo si conclude prima del tempo perché ‘il Cesarone’ si accorge dell’auricolare indosso a uno degli attori-ispettori. Menomale perché fossero passati altri cinque minuti, qualcuno finiva all’ospedale. E sicuro non Amendola, l’intoccabile!