di
Maria Strada
Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione ai Mondiali, ma manca l’ufficialità: si apre la corsa al ripescaggio tra Iraq, Emirati e — se non supera i playoff — l’Italia di Gattuso. Come deciderà la Fifa?
L’Iran non ha fatto in tempo ad annunciare la possibile defezione dai Mondiali 2026 per i bombardamenti da parte degli Stati Uniti — uno dei tre paesi ospitanti —, che già si è aperta la caccia al nome del ripescato. Posto che, però, la dichiarazione del ministro dello Sport di Teheran non ha ancora nessun livello di ufficialità, c’è da valutare cosa potrebbe accadere, e c’è chi si chiede se l’Italia possa essere ripescata al posto del «Team Melli».
La Nazionale di Gattuso, però, non è ancora fuori dal Mondiale. Il 26 marzo gioca la semifinale dei playoff europei contro l’Irlanda del Nord, e poi l’eventuale finale in Bosnia o in Galles (tutte Nazionali che corrono molto, difficili da affrontare per gli azzurri, ricorda Paolo Condò). Se dovesse qualificarsi, il problema di un ripescaggio naturalmente non si porrebbe. Se invece, non dovesse farcela, sarebbe il terzo flop di fila, dopo quelli drammatici del 2017 ( Svezia a San Siro, e Macedonia del Nord 2021 a Palermo). E allora la Figc guarderebbe proprio a questo boicottaggio dell’Iran, che sarebbe senza precedenti nella storia del Pallone.
Un tema, quello del ripescaggio degli azzurri, che si era già presentato, e risolto in un niente di fatto, anche in occasione di Qatar 2022, e sempre con l’Iran protagonista — allora per violazione dei diritti umani.
Ma come funziona la questione ripescaggi? Non esiste niente di specifico nel regolamento della competizione. Al momento la Fifa non ha preso alcuna decisione ufficiale, non solo perché il presidente Usa Trump e Gianni Infantino considerano l’Iran «benvenuto», ma proprio perché manca ogni ufficialità. Chiaro che l’intento è quello di mantenere il format intero, con tutte e 48 le squadre. E l’unico accenno nelle norme che regolano il calcio è quello dell’articolo 6.7: in caso di ritiro o impossibilità di partecipazione di una squadra qualificata, l’organismo organizzatore «deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria».
Tra le ipotesi vi è quindi quella di una sostituzione all’interno della stessa Confederazione asiatica, con l’Iraq — al momento destinato allo spareggio del 31 marzo contro la vincente di Bolivia-Suriname — eventualmente inserito nel gruppo originariamente assegnato all’Iran, il G che comprende anche Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, come stabilito dal sorteggio del 5 dicembre a Washington. In tale scenario gli Emirati Arabi Uniti subentrerebbero all’Iraq nello spareggio intercontinentale.
Altrimenti, la Fifa potrebbe ricorrere al ranking, la classifica delle Nazionali. E il 13° posto dell’Italia — un disastro, pensando che solo dopo gli Europei trionfali del 2021 era quarta — avrebbe a quel punto un valore. È infatti la prima delle non qualificate, unica nella top 20. Va da sé, però, che l’ipotesi è remota e che è molto meglio accedere direttamente al torneo attraverso gli spareggi, situazione che riguarda anche la Danimarca (n. 21) e la Turchia (n. 25).
I Mondiali sono in programma negli Stati Uniti, in Messico e in Canada dall’11 giugno al 19 luglio. Tutte le partite del «Team Melli» sono in programma tra Los Angeles (Inglewood) e Seattle. La prima partita in calendario per l’Iran è quella del 15 giugno contro la Nuova Zelanda.
12 marzo 2026
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