A cosa è dovuta però la mancanza di alternative a Hormuz? Questa sembra dipendere sia alla geografia sia alle tensione tra i Paesi dell’area. Per molti produttori, l’unico modo per evitare lo stretto sarebbe costruire oleodotti attraverso Paesi vicini, un’operazione costosa e complicata dal punto di vista politico. Il Qatar, ad esempio, confina via terra solo con l’Arabia Saudita, con cui ha avuto una lunga crisi diplomatica che si è risolta solo cinque anni fa. Inoltre anche gli oleodotti sono vulnerabili agli attacchi. “Non c’è nulla di totalmente sicuro, chi ha cattive intenzioni può colpire le infrastrutture energetiche in molti modi”, ha detto John Browne, l’ex ceo di BP.