La crisi nello Stretto di Hormuz ha avuto un impatto pesantissimo sulla produzione e sulle esportazioni irachene. I flussi dai terminali meridionali di Bassora sono crollati fino a circa 1,4 milioni di barili al giorno, contro i 3,4 milioni registrati prima dell’inizio delle ostilità. Nonostante la quota assegnata all’Iraq nell’ambito dell’OPEC sia pari a circa 4,4 milioni di barili giornalieri, la produzione complessiva del Paese è stata ridotta drasticamente, fino a circa due terzi in meno, a causa delle difficoltà logistiche e del contesto bellico che coinvolge anche altri attori regionali e internazionali, tra cui Israele e Stati Uniti.