di
Maddalena Berbenni
Il femminicidio di via Pescaria, Vincenzo Dongellini non parla al pm e va in carcere. La mamma della vittima: «Ti ha tolto la vita senza pietà»
Chi, a Bergamo, conosceva Valentina Sarto la descrive come una ragazza semplice, una lavoratrice che nella vita si era adattata a fare un po’ di tutto. Per un periodo era stata in una residenza per anziani, poi, in città, il posto da barista al Baretto Civico 1907, punto di riferimento della Curva Nord atalantina fuori dallo stadio. L’avevano assunta da un paio d’anni e lei ci andava in bicicletta dall’appartamento che sta a una manciata di minuti, in via Pescaria, alle spalle della New Balance Arena.
È lì che il marito Vincenzo Dongellini l’ha uccisa a 41 anni, ieri mattina (18 marzo 2026), pugnalandola alla schiena e tagliandole la gola. Poi ha chiamato sua figlia, avuta da una precedente relazione, e le ha confidato del litigio. La ragazza, poco più che ventenne, ha fatto scattare l’allarme e ora l’uomo, 49 anni, disoccupato, dopo avere passato la notte in ospedale, sta per essere trasferito in carcere. Davanti al pm Antonio Mele e al procuratore aggiunto Maria Cristina Rota non ha voluto parlare. Si vedrà se deciderà di farlo nell’interrogatorio di convalida.
Sarto era originaria di Bologna e aveva due fratelli, uno dei quali vive in Germania. La madre Lia Ventura abita a Pavia: «Avevi 41 anni e lui ti ha tolto la vita senza pietà – sono le parole che la donna affida a Facebook -. Ti ha portato via da me e da chi ti amava veramente, ma io ti terrò sempre dentro il mio cuore». E ancora: «Un giorno ci rivedremo e potremmo abbracciarci come facevamo quando stavamo insieme. Ti amo, amore di mamma, scusami se non sono riuscita a proteggerti da lui».
Sarto stava con il marito da quasi undici anni. Fino al matrimonio, celebrato a maggio 2025, tutto lascia pensare che il loro fosse un rapporto senza incrinature, all’apparenza felice per quanto si può intuire anche solo scorrendo le tante fotografie insieme che la donna pubblicava sui social. Ma, stando a quanto inizia a emergere dalle testimonianze, da dopo il matrimonio Dongellini aveva iniziato a mostrarsi possessivo e da febbraio la barista si era avvicinata a un altro uomo. È Moris Panza, di Almenno San Salvatore: «Lui la minacciava – racconta -. Ho consegnato alla polizia i messaggi vocali che mi mandava. Le avevo detto tante volte di lasciarlo e sabato eravamo stati dai carabinieri, ma lei non aveva voluto denunciarlo, voleva pensarci». Proprio la relazione, che Sarto aveva confessato al marito, sarebbe stata all’origine della lite degenerata.
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19 marzo 2026 ( modifica il 19 marzo 2026 | 13:12)
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