Tra i grandi protagonisti della pittura barocca europea, Anthon van Dyck emerge come una figura di straordinaria eleganza, capace di fondere raffinatezza aristocratica e sensibilità psicologica in un linguaggio pittorico unico. La sua arte non è soltanto un riflesso del proprio tempo ma una vera e propria rivoluzione nella ritrattistica, destinata a influenzare secoli di artisti. Se Rubens celebrava il movimento e la potenza, Van Dyck cercava l’anima dei suoi soggetti. Una differenza sottile ma decisiva che lo portò a distinguersi come ritrattista d’eccezione.

La più grande retrospettiva degli ultimi venticinque anni

Su questo straordinario artista Palazzo Ducale ospita la più grande retrospettiva a lui dedicata negli ultimi venticinque anni, ‘Van Dyck l’europeo, Il viaggio di un genio da Anversa a Genova a Londra‘, evento che non è soltanto un’esposizione ma un vero racconto visivo della nascita dell’artista moderno. Fino al 19 luglio, le sale dell’Appartamento e della Cappella del Doge ospitano sessanta capolavori provenienti da trentadue musei di ventidue città europee — tra cui istituzioni prestigiose come il Louvre, il Prado e la National Gallery — a comporre un percorso unico, capace di restituire tutta la complessità e la grandezza del maestro fiammingo.

‘Re Carlo I e sua moglie’ di Anton Van DyckUno degli artisti più iconici e amati

“Palazzo Ducale torna a esplorare con questa mostra un periodo storico che aveva proiettato Genova verso un ruolo internazionale e l’aveva portata ad essere una delle capitali artistiche d’Europa – sottolinea la presidente di Palazzo Ducale Sara Armella -. Un ruolo che ribadiamo con un’esposizione dedicata ad uno degli artisti più iconici e più amati e per la quale abbiamo tessuto una rete di collaborazioni con le più grandi istituzioni museali d’Europa. Un’occasione unica, dunque, di promozione dell’immagine della nostra città a livello internazionale”. “Con questa mostra – le fa eco la direttrice Ilaria Bonacossa – rinnoviamo il nostro impegno nella promozione della ricerca storico-artistica operando un confronto sistematico tra opere provenienti da musei e collezioni internazionali e definendo il ruolo di Van Dyck nella costruzione di un linguaggio condiviso dell’identità aristocratica nell’Europa della prima età moderna”.

Ripercorre l’intero arco della sua carriera

Curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, la mostra ripercorre l’intero arco della carriera dell’artista. Il percorso si sviluppa come il viaggio intrapreso dalla sua patria, le Fiandre, fino alla corte di Carlo I re d’Inghilterra, attraverso numerosi spostamenti e, soprattutto, dopo un lungo soggiorno in Italia, durato sei anni. Un viaggio tematico che mette in luce come Van Dyck sia stato capace di adattarsi a contesti sociali e culturali diversi, reinventando continuamente il proprio linguaggio pittorico da Anversa, culla della sua formazione, a Genova, laboratorio della sua eleganza aristocratica, fino a Londra, palcoscenico della consacrazione.

Dodici sale espositive

Il percorso espositivo non segue una rigorosa sequenza cronologica: le opere, distribuite nelle dodici sale, sono accostate per temi e ambiti della sua attività, così da stimolare un confronto diretto tra la maniera del Van Dyck giovane nella terra d’origine, quella del periodo italiano e quella della maturità inglese. Il confronto coinvolge anche opere con soggetti analoghi: sarà infatti possibile, ad esempio, accostare il ritratto di una dama genovese a quello di una dama di Anversa o di Bruxelles e a quello di una dama inglese. Ritratti realizzati in momenti diversi, ma soprattutto per committenze caratterizzate da sensibilità e gusti profondamente differenti. Un percorso che testimonia come la sua arte abbia saputo adattarsi, maturare e conquistare il favore di tutti, allora come oggi.

Un uomo moderno

Ciò che emerge con forza è l’immagine di un uomo moderno, capace di muoversi tra corti e committenze con intelligenza diplomatica e sensibilità culturale la cui influenza si estese ben oltre il suo tempo dal momento che artisti come Reynolds e Gainsborough hanno costruito la loro arte proprio sulle sue innovazioni. Perché Van Dyck non è stato solo un pittore ma un interprete dell’identità, un regista silenzioso dell’immagine sociale. Nei suoi dipinti, la bellezza non è mai superficiale: è uno strumento per rivelare ciò che si nasconde dietro l’apparenza. Ed è proprio questa capacità di vedere oltre che lo rende, ancora oggi, un genio senza tempo.

Orari Lunedì: 14-19; martedì/domenica: 10-19; venerdì: apertura fino alle 20

Prezzi intero 15€ – ridotto 13€ – ridotto 14€ over65 ridotto 9€, under25 ridotto 6€, dai 6 ai 18 anni compiuti

Per riduzioni e agevolazioni consultare il sito www.palazzoducale.genova.it