Quasi trecento persone sono arrivate giovedì sera, 19 marzo, al cinema Cristallo di Oderzo per la proiezione del documentario “Il Doge – Un ritratto della redazione”, film che porta in scena la vita di Giampaolo Manca, ex esponente della Mala del Brenta, redento dopo aver saldato il suo debito con la Giustizia restando in carcere per 36 anni, otto mesi e due giorni. «Sono il Checco Zalone veneto» ha esordito Manca salutando il pubblico di Oderzo.

Il riferimento ironico è agli incassi da record che il film sta facendo registrare in tutte le proiezioni organizzate in giro per il Veneto nelle ultime settimane. Al fianco di Manca era presente anche la regista del film, Gianna Isabella Magliocco, di origini irlandesi e canadesi con un passato nelle grandi produzioni di Hollywood, tra cui “The Revenant” il film che dieci anni fa era valso l’Oscar a Leonardo DiCaprio. In cinque atti “Il Doge” racconta la storia di Manca dalle origini alla redenzione, concentrandosi soprattutto sui suoi rapporti familiari: da quello con il fratello gemello Fabio, la cui malattia ha contribuito a riportare Manca sulla buona strada, fino al legame con il figlio Armando. «Ciò che ho fatto non potrà mai essere perdonato ma sono orgoglioso di aver ricostruito il rapporto con lui» ha detto l’ex Doge proprio nel giorno della Festa del papà. Tantissimi i giovani presenti alla proiezione che, per oltre mezz’ora sia prima dell’inizio che alla fine del film, hanno chiesto a Giampaolo foto e autografi. «Un successo che mi spiego grazie alla popolarità che sto avendo sui social – ha detto l’ex Doge -. Il messaggio da dare però è che questo film non è “Gomorra” e il crimine non va esaltato, anzi. Ai ragazzi presenti stasera dico: non ripetete i miei sbagli. La vita non è un film e gli errori si pagano sempre a caro prezzo. Io agivo mosso dai soldi e dalla sete di denaro – ha aggiunto Manca – non mi importava di nulla e ora, più ancora degli omicidi commessi, mi pento di aver venduto e trafficato droga. Statene alla larga il più possibile, è il più grande male dei nostri tempi» ha concluso Manca nel suo monito ai giovani.

Il Doge Oderzo

La proiezione è stata poi l’occasione per raccogliere fondi a sostegno di AlphaBeta, l’associazione presieduta da Giovanna Pelloso che aiuta le famiglie con figli affetti da disabilità. Le donazioni raccolte giovedì sera e parte del ricavato dei libri scritti da Manca saranno devoluti a loro mentre le prossime proiezioni de “Il Doge” si terranno martedì 24 marzo al cinema PortoAstra di Padova e giovedì 26 marzo al cinema Vittoria di Trento sempre con la presenza di Manca e della regista Gianna Isabella Magliocco. «Dall’inferno si può tornare» ha concluso l’ex Doge andandosene da Oderzo.