di
Pierpaolo Lio

I due giovani morti in viale Campania, il racconto dell’amica: «Lei era indecisa se venire a ballare per non fare tardi, lui si è offerto di accompagnarla»

«Stamattina (ieri, ndr) il positioning mi dava ancora come sua ultima posizione quell’incrocio». Quell’incrocio è quello tra viale Campania e corso XXII Marzo. Dopo l’alba, il momento dell’incidente mortale, le immagini mostrano ancora le conseguenze di uno schianto impressionante. Quel che resta di una Kawasaki «Ninja». E un grosso taxi, una Toyota «Rav 4», ribaltato e scaraventato dall’impatto a decine di metri di distanza. Il boato risuona poco dopo le 3.30. La potente moto piomba ad alta velocità da piazza Piola, direzione sud. «Brucia» il rosso. E centra la fiancata del suv che dal centro, col verde, proseguiva verso viale Corsica. Il tassista, A.A., un 61enne italiano, è accompagnato in giallo al Policlinico. Per i due ragazzi in moto, però, lo schianto è fatale. 

Muiono sul colpo il 23enne Mithum Sandeepa Perera Kuranage, e la passeggera, Elisa Teodora Dranca, 20 anni, di Locate Triulzi, nell’hinterland sud. «Ho ancora sul cellulare il suo ultimo messaggio. “Che caro mi ha portato a mangiare”. Saranno state le 2.30 passate. Io le ho scritto: “Avvisami quando arrivi”».



















































Come hai saputo quel che è successo?
Anna Rios, 20 anni, si asciuga le lacrime. Prende un respiro. Infila i pugni nelle tasche della giacca.
«Attorno alle 6 mi hanno svegliato. Ho capito che era successo qualcosa a Elisa. Ma nel caos pensavo non avesse fatto ritorno a casa…».

Quando vi eravate viste l’ultima volta?
«Quella sera stessa. Eravamo uscite insieme con amici per festeggiare un compleanno. Siamo state al Cobà, sui Navigli. Alle 2 è venuto lui in moto, dopo aver finito il lavoro. Era un bravissimo ragazzo. Si era offerto di passare a prenderla e riportarla a casa. Perché lei, all’inizio era indecisa se venire a ballare. Non voleva far tardi. Alle 10 di stamattina doveva essere al lavoro, al Guess di Scalo Milano. Così lui le ha detto: “Vai, ti passo poi a prendere io e ti riporto a casa”».

E poi?
«Lei voleva fermarsi ancora mezz’ora, l’ha invitato a entrare. Lui ha rifiutato, “perché altrimenti magari mi viene voglia di bere, evitiamo”. Allora, lei gli ha chiesto di fermarsi prima a mangiare. Sono andati a un McDonald’s. E… mi ha detto…».

Che cosa ti ha detto?
«Prima di salire in moto mi ha detto: “Ricordati che ti amo e ti amerò per sempre”».

Elisa e Anna sono cresciute insieme. A dividerle, un piano di un caseggiato di ringhiera, a Locate. Due ragazze inseparabili. Sempre insieme. A divertirsi. A crescere. Anche a guardarsi le spalle l’un l’altra, tanto da avere ognuna il positioning dell’altra.
«Dopo il diploma al Verri, si era presa un anno di pausa. Da qualche mese lavorava, qua vicino, a Scalo Milano. Per mettere da parte qualche soldo, ma soprattutto per aspettarmi. Io sono in quinta. L’anno prossimo avremmo iniziato l’università assieme, Marketing, in Cattolica».

Avevano una relazione, lei e Mithum?
«Stavano iniziando a frequentarsi. Lui è un mio collega: durante il weekend lavorava con me al Goose, un locale di via Pascoli. Domenica l’avevo presentato a Elisa. Da lì hanno iniziato a messaggiarsi. Giovedì, poi, hanno fatto la loro prima uscita, un aperitivo al bar. Secondo me lui si stava innamorando. E anche lei, che era sempre molto riservata, sembrava “presa”».


Vai a tutte le notizie di Milano

Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano

22 marzo 2026 ( modifica il 22 marzo 2026 | 09:28)