di
Marta Serafini

Centinaia di Shahed sopra la capitale e sulle città occidentali. La difesa di Kiev: oggi vedremo altri missili

DALLA NOSTRA INVIATA 
KIEV È raro che accada di giorno. Ma oggi la Russia ha lanciato un attacco di massa diurno contro l’Ucraina, con centinaia di droni kamikaze che hanno preso di mira la capitale Kiev e Leopoli, nella parte più occidentale del Paese. 

Le immagini mostrano un drone abbattersi su una chiesa, in pieno centro, dove si trovano i siti del patrimonio dell’Unesco della città che nei primi giorni di guerra sono stati messi in sicurezza con protezioni e scudi di legno.  Si tratta, secondo quanto conferma la premier ucraina Yulia Svyrydenko, della Chiesa di Sant’Andrea del 1600, oggi sede di culto greco-cattolica. 



















































La Chiesa Greco-Cattolica Ucraina (CGCU) è la più grande Chiesa cattolica orientale, in piena comunione con il Papa, con oltre 5,5 milioni di fedeli. Adotta il rito bizantino e la lingua ucraina, mantenendo tradizioni orientali pur riconoscendo l’autorità di Roma. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la chiesa fu chiusa dai sovietici e cadde in disuso fino al crollo dell’Unione Sovietica, quando fu restituita ai fedeli.

Il governatore dell’oblast di Leopoli, Maksym Kozytskyi spiega che due quartieri della città sono stati colpiti, provocando incendi in edifici residenziali nel centro città e nel quartiere di Skihyv. Almeno sette persone sono rimaste ferite. 

Esplosioni sono state segnalate anche nelle città di Ternopil, Vinnytsia e Zhytomyr. Il sindaco di Vinnytsia, Ivan Morhynov, ha spiegato che la città è sotto attacco aereo russo e ha esortato i residenti a non pubblicare foto e video. Anche altre regioni, tra cui Kiev, sono state prese di mira. 

Alle 14:23 ora locale, l’Aeronautica militare ha dichiarato che l’attacco continua con «un gran numero di droni russi» che sorvolano le regioni di Kiev, Chernihiv, Sumy, Poltava, Vinnytsia, Cherkasy, Kirovohrad, Kherson e Dnipropetrovsk. «Suppongo che vedremo altri missili oggi», ha dichiarato Serhii Flash, consigliere del ministero della Difesa ucraino, aggiungendo che la Russia cambia costantemente le sue tattiche per gli attacchi su larga scala, «cercando di trovare punti deboli» e di sfondare le difese aeree ucraine. «La strategia attuale è quella di lanciare attacchi distribuiti nel tempo», ha scritto su Facebook. Il canale di monitoraggio Kyivske nebo (Il cielo di Kiev) riferiva che alle 13:58 erano stati abbattuti «probabilmente 200 droni».
Le autorità cittadine della capitale non hanno finora segnalato danni o vittime a seguito dell’attacco, sebbene i canali di monitoraggio abbiano segnalato la presenza di diversi droni in volo sopra vari quartieri della capitale. Nei giorni scorsi detriti di un drone sono caduti in
Maidan a pochi passi dalla colonna dell’Indipendenza. 

L’attacco arriva mentre sono in corso i negoziati a Miami tra Washington e Kiev e sono in stallo i colloqui trilaterali tra Kiev, Washington e Mosca, con il presidente russo Vladimir Putin che sembra trarre vantaggio dal conflitto in Iran a scapito dell’Ucraina.   Secondo fonti ucraine citate da Ukrainska Pravda — a Miami gli americani non fanno altro che insistere con Kiev: «cedete il Donbass e lo trasformeremo nel paradiso», è il messaggio della Casa Bianca alle prese con il blocco dello Stretto di Hormuz e con un Cremlino in posizione di forza data la sua alleanza con Teheran. I fili si annodano sempre più stretti intorno alle mani del presidente Volodymyr Zelensky che, sempre più spazientito di fronte alle indecisioni degli alleati e ai voltafaccia di Trump sbilanciato verso Putin, torna a chiedere aiuto e difesa aerea per evitare altre morti.

Sulla linea del fronte, lunga circa 1.250 chilometri, i militari di Kiev, ridotti ormai all’osso, con l’arrivo della primavera si preparano a una nuova offensiva da parte dell’esercito russo, più numeroso. Si tratta di informazioni che possiamo confermare dopo due settimane sul campo. L’Institute for the Study of War spiega come la Russia abbia intensificato i suoi attacchi a partire dal 17 marzo e abbia spostato equipaggiamento pesante e più truppe in prima linea. Un quadro che preoccupa alla luce del veto ungherese a causa del quale restano bloccati i 90 miliardi aiuti Ue necessari all’Ucraina per continuare a resistere a Mosca e difendere l’Europa tutta.

24 marzo 2026 ( modifica il 24 marzo 2026 | 19:59)