È un viaggio per Roma e un viaggio nell’amore quello che Francesco Lagi porta al cinema con “Il Dio dell’amore”, film nelle sale dal 26 marzo, distribuito da Vision Distribution.
Ovidio narratore dell’amore
“Ovidio mi è sembrato il narratore ideale sin da subito”, ha dichiarato il regista a RomaToday. “Ovidio ha parlato dell’amore in molti modi, è stato un osservatore dell’amore molto vigoroso, con uno sguardo ampio e questo – ironicamente – ci permetteva di avere un narratore che la materia la conosceva bene. Ancora nella sua Roma, con la voglia di raccontarci un pezzo di umanità. Roma – ha proseguito Francesco Lagi – era il posto ideale dove calare tutti questi personaggi. Roma è così molteplice, varia, frivola e profonda, capace di assorbire gli umori, le sensazioni, i sentimenti di ognuno di noi; era il posto giusto per far incrociare tante esistenze per dare l’idea che siamo tutti collegati da una stretta di mano. Roma – ha concluso il regista – è una città che non ha confini, nè spaziali, nè temporali, era perfetta per raccontare un sentimento sconfinato”.
Il Dio dell’Amore, tante storie un solo narratore
C’è Filippo (Vinicio Marchioni), insegnante all’Accademia di Belle Arti di Roma; è sposato con Ada (Isabella Ragonese), giornalista di cronaca nera.
C’è poi Pietro (Corrado Fortuna), papà di Simone, amore di gioventù di Ada, ma ora vicino a Linda (Benedetta Cimatti), insegnante del figlio che ritrova in Simone la felicità dopo una storia finita male con Jacopo (Enrico Borello). Ci sono poi Arianna (Anna Bellato), cardiochirurga di talento, sposata con Ester (Vanessa Scalera), psicologa, terapista di Jacopo, per il quale nutre simpatia.
A fare da narratore a queste storie d’amore intrecciate, spesso complesse, sofferte e improbabili, c’è proprio Ovidio (Francesco Colella), che torna nella nostra contemporaneità dalla Roma imperiale, come attento osservatore delle passioni umane.
“Ero io Francesco Colella che giravo per Roma con la troupe in maniera solitaria, per portare lo spettatore in queste storie. Ho vissuto una storia d’amore in un film d’amore, con Roma”, ha detto l’attore a RomaToday.
Ovidio ritorna a Roma per raccontare anche i lati più scabrosi e pericolosi dell’amore, di lui avrebbe davvero bisogno oggi Roma, secondo Isabella Ragonese: “Come spesso i classici fanno, Ovidio ci parla ancora adesso, sulla carta è strano, ma vedendo il film, passa che c’è questo osservatore eterno che ci guarda ed è così calato nella realtà”.
“Ovidio sicuramente ci manca – ha aggiunto Marchioni – ma penso anche ai filosofi, ai pensatori, agli storici come Vitruvio e Seneca. Roma avrebbe bisogno dei filosofi oggi. Manca qualcuno che ci aiuti a pensare in maniera complessa”.