di
Adriana Logroscino
La decisione, dopo l’appello di 14 tra senatori e ministri, sarà formalizzata nel pomeriggio: il senatore dovrebbe essere candidato alla presidenza della commissione Esteri. La minoranza: «Bene il tempo per cambiare è ora»
La decisione è presa. Maurizio Gasparri lascia la presidenza del gruppo di Forza Italia in Senato dopo la lettera dei 14 senatori (tra loro i ministri Casellati e Zangrillo e il viceministro Sisto) su 20 complessivi che chiedevano un avvicendamento nell’interesse dell’unità del partito. Il suo posto sarà preso da Stefania Craxi. Gasparri, uomo molto vicino al segretario Antonio Tajani, dovrebbe andare alla presidenza della commissione Esteri lasciata libera da Craxi. Sarà votato nei prossimi giorni.
Dopo qualche ora il senatore conferma ma spiega in questo modo la sua decisione: «Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico di capogruppo di Forza Italia al Senato. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull’incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro».
Dopo il risultato del referendum, molto deludente anche e proprio nelle regioni guidate da presidenti forzisti, come quelle del Sud, si è aperto un aspro confronto interno agli azzurri. A sollecitare un’analisi approfondita e cambiamenti immediati sarebbe stata anche la famiglia Berlusconi. Del resto il primo a nominare Gasparri sostenendo che ci fosse bisogno di «facce nuove» era stato Pier Silvio Berlusconi nel luglio scorso.
Adesso a determinare la svolta è stata una lettera di 14 esponenti di Forza Italia. Ed è stata proprio la firma del ministro Zangrillo, da sempre molto vicino alla famiglia Berlusconi, ad alimentare le voci secondo cui il cambio sarebbe stato sollecitato dai due figli del Cavaliere. «Non sottovalutiamo», la loro indicazione «quel che è successo il 22 e il 23 marzo, soprattutto al Sud», la loro indicazione. Nelle regioni meridionali, infatti, gli azzurri esprimono diversi presidenti e avrebbero dovuto difendere molto meglio la bandiera della riforma della giustizia. Una spinta, insomma, ad approfondire l’analisi e valutare cambiamenti. Cambiamenti che si concretizzano per ora nel passaggio di testimone al gruppo parlamentare del Senato. Nelle scorse ore si era parlato di un avvicendamento anche nello stesso ruolo alla Camera, con Paolo Barelli destinato a cedere il passo a Debora Bergamini.
Tajani, subito dopo il voto di domenica e lunedì ha riunito prima i vice poi i segretari regionali. In entrambe le circostanze ha parlato della imminente fase congressuale: è la linea del segretario. Ma anche a valle di questa ultima riunione, è emerso uno scontento riconducibile alla sempre più corposa minoranza interna. «Per rilanciare il partito — l’opinione condivisa, secondo quanto viene riferito, da diversi dirigenti come Elisabetta Casellati, Alessandro Cattaneo, Licia Ronzulli e la stessa Stefania Craxi — non serve precipitare i tempi dei congressi regionali che, anzi, possono esacerbare le divisioni. Servono temi più popolari, coraggio e volti nuovi». Tesi che, appunto, verrebbe proprio da Marina e Pier Silvio Berlusconi che da tempo sostengono la necessità per FI di esibire frontman con «capacità comunicativa e ideativa». Un ricambio da portare avanti mantenendo un’armonia, almeno pubblica, con il segretario: «Di certo la famiglia non vuole che volino stracci, ma il tempo per cambiare qualcosa è ora. Del resto FdI l’ha già fatto…», avvertono dalla minoranza. E il primo cambiamento in nome del rinnovamento è stata la detronizzazione di Gasparri.
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26 marzo 2026 ( modifica il 26 marzo 2026 | 14:52)
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