Le parole di Davis

“Eravamo in cinque attaccanti: io, Bayo, Adam Buksa, Iker Bravo e Idrissa Gueye. Poi, all’inizio della stagione, durante una riunione, Runjaic ha detto davanti a tutti: ‘Keinan è il mio attaccante numero uno. Quando ero più giovane, avevo paura di non esprimermi, ma quando ho sentito Runjaic dire questo pensavo: ‘Sì, sono l’attaccante numero uno’. Alcuni dei compagni prendevano in giro, ma io sapevo che dovevo dimostrare al mister che aveva ragione, e persino dimostrarlo a me stesso”.

Sulla crescita:
“Sono stato infortunato tutto il tempo nelle mie prime due stagioni qui. Fin troppo. Quindi l’estate scorsa, sono andato a Ibiza con uno degli allenatori, Jordi (Garcia), e tutto ciò che abbiamo fatto è stato lavorare sulle gambe: corsa e forza delle gambe. Non ho fatto la parte superiore del corpo, è una cosa che ho tagliato. Quando ho fatto la parte superiore del corpo, tendevo a diventare abbastanza grande molto rapidamente, quindi questo avrebbe potuto mettere peso extra sulle mie gambe, che non potevano gestire”.

Sulla Nazionale giamaicana:
“Sto cercando di ottenere il passaporto giamaicano, tutta la mia famiglia da parte mia madre viene da lì e ci sono già stato. Durante la mia crescita, è stata un’esperienza molto importante”.

Sull’Inghilterra:
“Ho visto un paio di cose sui social media su di me e sull’Inghilterra. È bello vedere la gente dire questo di te, perché non avresti mai pensato che il tuo nome sarebbe stato messo in alcuna discussione di questo tipo, ma penso che l’attenzione sia sui giocatori della Premier League. Non ho mai visto la convocazione nella nazionale inglese come un obiettivo irraggiungibile. Non avendo giocato molto a livello di club, per infortuni o concorrenza, in primis mi sono però sempre concentrato sulla situazione mia nelle varie squadre. Questa è stata la prima stagione in cui ho giocato regolarmente, con interruzioni minime. Giocare per l’Inghilterra sarebbe incredibile, una cosa davvero fuori dal mondo