Varese Ligure (La Spezia), 29 marzo 2026 – Ci sono ancora molti aspetti da chiarire sulla vicenda di Ombretta Bresciani, la 53enne trovata morta vicino al Fiume Magra in un paesino frazione di Varese Ligure, San Pietro Vara, dove viveva. E’ la procura di Genova, competente territorialmente, a seguire il caso: l’apertura del fascicolo ha portato poi a una perizia sullo smartphone.
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Il tragitto dello smartphone
Proprio qui, spiega Il Tirreno, c’è il nodo delle indagini. Quel cellulare, che la donna avrebbe avuto con sé quando è morta, sarebbe finito nell’acqua del fiume alcune ore dopo il decesso di Ombretta Bresciani. A ricostruire i movimenti dello smartphone è un ingegnere torinese, in una perizia depositata in procura. Si ricostruiscono tutti i movimenti tra la sera del 17 novembre 2025 e l’alba del 19, quando il corpo appunto fu scorto sulle sponde del Magra.
Il cellulare si “ferma” sul greto del fiume, ma entrerà in acqua diverse ore dopo. Tra l’altro nella sponda opposta rispetto a quella dove è stato trovato il corpo della donna. Cosa è successo nel frattempo? La donna era con qualcuno? Una perizia dunque che in qualche modo pone nuovi interrogativi. I risultati dell’autopsia serviranno a chiarire l’esatto momento della morte. Verrebbe escluso comunque il decesso per cause violente. La donna fu trovata con un abbigliamento leggero e in ciabatte.
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Chi era Ombretta Bresciani
Restano, nei familiari e negli amici, il ricordo e il dolore della cuoca 53enne di Massa. Che aveva trovato la sua dimensione in questo pittoresco angolo di Liguria, ai confini della provincia della Spezia. Qui aveva conoscenze e amicizie. Era stata a cena da amici la sera in cui scomparve, il 17 novembre. Tornò a casa, poi uscì di nuovo. Quella sera aveva scambiato messaggi con il figlio, che il giorno dopo non riesce a contattarla. Dopo ore di ansia scatta la denuncia di scomparsa. La mattina del 19, il tragico ritrovamento.