Dopo la sconfitta al referendum Meloni deve guardarsi alla sua destra. La prossima settimana la presidente del Consiglio sarà in Parlamento e si confronterà pure con Futuro nazionale, le truppe messe in campo da Roberto Vannacci, fino a pochi mesi fa vicesegretario della Lega. I deputati del partito fondato dal generale hanno bocciato il decreto bollette, votando contro la questione di fiducia posta dall’esecutivo.
“Abbiamo voluto dare un segnale politico. La fiducia precedentemente data non è stata contraccambiata. Tutte le nostro proposte vengono ignorate e quindi abbiamo voluto dire al centrodestra moderato che o riprende a tutelare gli interessi nazionali o la fiducia non gliela daremo più”, afferma a Today.it Rossano Sasso, deputato di Futuro nazionale e componente della commissione Cultura.
“Provvedimento inutile, servono misure strutturali”
Il deputato spiega come la contrarietà nei confronti dei provvedimenti dell’esecutivo non sia aprioristica: “Siamo pronti anche a rivedere questa posizione: non abbiamo pregiudizi o preconcetti. Ma è chiaro che per noi ci sono dei valori non negoziabili”. Sul dossier bollette gli esponenti di Futuro nazionale hanno cassato completamente le misure messe a punto dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto.
“Questo è stato un provvedimento tardivo, temporaneo e inutile. Il decreto non ha tenuto conto di tutto quello che è successo nelle ultime settimane. Lo ha certificato Arera che ha stabilito nella misura di circa l’8 per cento l’aumento delle bollette di gas e luce”, afferma a Today.it Sasso. “Tradotto vuol dire qualcosa come 700-800 euro in più all’anno per le famiglie. Non oso immaginare i dati relativi alle piccole e medie imprese. Dinanzi a questo disastro noi ci aspettavamo qualcosa di più rispetto a questo pannicello caldo”.
Il deputato vannacciano ricorda come le proposte del suo partito non siano state prese minimamente in considerazione dal governo. “Avevamo chiesto di prendere due miliardi di euro per tamponare in maniera seria questa emergenza. Al netto del fatto che occorrerebbero delle riforme strutturali. È chiaro che noi siamo figli di una politica delle sinistre che sono da sempre no tap, no tav e no rigassificatori”, spiega a Today.it deputato di Futuro nazionale. “E quindi paghiamo anche l’indipendenza energetica. Però, di fronte a tutto questo, c’è stato un centrodestra moderato e imbelle”.
“Prima gli italiani ma per davvero”
Sasso provoca i suoi ex compagni di partito e invita la coalizione di governo a rivedere completamente il sostegno nei confronti dell’Ucraina. “Se qualcuno facesse un sondaggio, in maniera molto semplice e lineare, chiedendo: ‘Sei tu cittadino italiano favorevole a prendere metà dei soldi che il governo ha dato a Zelensky per proseguire la sua guerra e a destinarlo ad attutire la ‘guerra degli italiani’ contro il caro bollette e il caro spese?’. Beh, io sono sicuro che almeno un buon 70 per cento degli italiani sarebbe d’accordo con le proposte di Futuro nazionale”.
“Nel centrodestra moderato andava di moda come slogan ‘Prima gli italiani’. Noi vorremmo aggiungere: ‘Prima gli italiani ma per davvero’”
Rossano Sasso, deputato di Futuro nazionale
Ma che cosa farà il partito di Vannacci quando la presidente del Consiglio sarà in Parlamento? “Ascolteremo che cosa ha da dire Meloni. Non abbiamo pregiudizi. La linea per noi è sempre quella: prima gli interessi nazionali”, afferma a Today.it il deputato di Futuro nazionale. “Nel centrodestra moderato andava di moda come slogan ‘Prima gli italiani’. Noi vorremmo aggiungere: ‘Prima gli italiani ma per davvero'”. L’ex leghista non nega che ci siano delle interlocuzioni con i deputati di maggioranza. “Il rapporto assolutamente c’è con i colleghi degli altri partiti del centrodestra ma evidentemente è la cabina di comando che dovrebbe iniziare – qualora lo ritenga opportuno – un’interlocuzione con la nostra cabina di comando”, afferma Sasso. “Noi siamo di destra e non vorremmo che al governo tornassero Partito democratico e Movimento 5 stelle. Però è chiaro che questo centrodestra moderato non fa niente per fare in modo che sempre più italiani di destra si allontanino dalla politica”.
“Siamo sottostimati, ci interessano i ‘soldati politici'”
Intanto il radicamento sui territori della creatura politica di Vannacci va avanti. Con la data del 1° aprile il calendario segna un mese esatto dalla partenza del tesseramento online. “Ventimila italiani e italiane sono andati sul nostro sito, hanno pagato dieci euro e si sono fatti la tessera. Ci sono molti cittadini che aprono pure dei comitati costituenti: hanno voglia di fare politica. Quindi ci sarà qualcosa che forse sfugge a chi ci attesta tra il 3,5 e il 4 per cento. E basterebbe già quello per essere decisivi: ma io sono convinto che noi siamo sottostimati”.

Futuro nazionale al momento può contare su tre deputati – lo stesso Sasso, l’ex leghista Edoardo Ziello e l’ex FdI Emanuele Pozzolo – ma non ha alcun senatore. E proprio a Palazzo Madama è in corso l’esame del decreto Sicurezza: nelle scorse settimane Vannacci aveva presentato la sua “ricetta” sul dossier tanto caro ai suoi ex compagni di partito. “A noi più che i parlamentari interessano i militanti, i ‘soldati politici’. Ci interessano molto i consiglieri comunali”, spiega a Today.it Sasso. “Proprio ieri nella mia Regione, in Puglia, abbiamo accolto un consigliere comunale a Copertino che era capogruppo di Forza Italia al comune e un altro a San Giorgio Ionico che era capogruppo di Fratelli d’Italia al comune. Noi siamo più che disponibili con chiunque voglia aderire ai nostri valori e al manifesto di Futuro nazionale. Di sicuro non siamo aperti a opportunisti”.
Nelle scorse ore il partito ha accolto nelle sue fila il movimento “Indipendenza” fondato da Gianni Alemanno, l’ex sindaco di Roma detenuto a Rebibbia per aver violato gli arresti domiciliari. “Io provengo dalla destra giovanile e universitaria. Ho ritrovato molti militanti e amici con cui ho condiviso tante battaglie”, afferma il deputato. “C’è una storia, quella della destra sociale di Gianni Alemanno, che merita rispetto. Sono contento che Futuro nazionale sia diventata la casa di tanta gente che ha militato e votato per la destra nazionale”.
Le prossime sfide alla maggioranza
E dopo la bocciatura del decreto Bollette i deputati di Futuro nazionale sono pronti a sferrare altri colpi nei confronti di una maggioranza alle prese con rimpasti necessari e dossier piuttosto delicati. Uno di questi è il cantiere – appena aperto – della legge elettorale. Sulla riscrittura delle regole del voto il centrodestra potrebbe non essere così compatto. “A noi va bene qualsiasi proposta. L’unica cosa che ci siamo permessi di dire in questo momento è di poter reintrodurre le preferenze”, dichiara a Today.it Sasso. La posizione di Futuro nazionale sembra simile a quella assunta da Meloni, che ha sostenuto più volte la necessità di tornare al sistema che ha caratterizzato la cosiddetta Prima repubblica dominata dalla Democrazia cristiana. Meloniani e vannacciani quindi sono sulla stessa lunghezza d’onda? “E allora che ci votino gli emendamenti quando li presenteremo”, provoca il deputato.
In Parlamento Sasso si è fatto conoscere per le molte battaglie condotte sulla scuola: proposte di legge e risoluzioni presentate quando ricopriva l’incarico di capogruppo della Lega in commissione Cultura. Iniziative che in passato hanno avuto pure il benestare dello stesso Matteo Salvini e che ora sembrano non trovare terreno fertile tra gli ex compagni del deputato. “In coerenza con le battaglie identitarie, che purtroppo il mio ex partito ha rinnegato, continuerò a portare avanti le istanze per una scuola libera, dove la cattedra non venga utilizzata come palco per fare propaganda”, afferma a Today.it il deputato. “Sto aspettando la conversione anche al Senato della mia battaglia contro l’ideologia gender, che fu approvata a fine novembre. Non capisco per quale motivo il centrodestra stia ritardando l’approvazione della mia proposta di legge, che fu poi assorbita dal ddl Valditara”.
Salvini lancia la crociata anti gender nelle scuole
Ma ci sono altri temi che l’esponente vannacciano intende porre all’attenzione del Parlamento. “Un’altra battaglia riguarda il pericolo dell’islamizzazione delle nostre scuole. La scorsa settimana siamo giunti al paradosso che in una scuola un dirigente politicizzato di sinistra abbia consentito la creazione di una piccola moschea dentro una scuola statale della Repubblica italiana. E a pochi chilometri da lì sia stata negata invece la benedizione pasquale a un parroco nella scuola elementare. Si sono trincerati dietro la laicità della scuola e l’autonomia scolastica”.