BOLOGNA – Il restauratore Camillo Tarozzi ha conosciuto Fabio Roversi Monaco per i restauri di Palazzo Fava degli affreschi dei Carracci, ma diventarono amici nel 2014 per la tanto contestata mostra di Street art. «Io e il professor dell’Alma Mater Luca Ciancabilla – racconta Tarozzi – ci rendemmo conto che opere come quelle firmate da Blu all’ex Casaralta erano a rischio di andare perdute per sempre. Decidemmo di salvarle. Scrivemmo una lettera a Blu, ci diede appuntamento al Pratello, l’artista non si presentò. Io e Ciancabilla abbiamo aspettato ore. A quel punto pensammo di poter procedere».
E’ qui che entra in scena Roversi Monaco. “Ci presentammo da lui – continua il restauratore – spiegandogli le nostre intenzioni e decise di appoggiarci. Non credo che ne sapesse molto di street art, ma era un uomo curioso e nonostante avesse già dato il suo assenso decise di accompagnarci nelle nostre incursioni per i luoghi abbandonati in cerca dei graffiti. Luoghi per lo più occupati e con frequentazioni un po’ così». Roversi Monaco decise però di seguire Tarozzi e Ciancabilla. “Solo che si presentò in giacca. Ciancabilla in camicia. Diedi a loro due camicioni a scacchi ed entrammo all’ex Casaralta indisturbati, nessuno lo riconobbe. Poi noi non eravamo nemmeno sicuri del risultato che avremmo ottenuto staccando le opere. Io sapevo farlo con gli affreschi antichi, non ero certo che funzionasse anche con i graffiti. Invece funzionò”.
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30 Marzo 2026
“Fu infastidito dalle polemiche”
Così Roversi Monaco decise di ospitare la mostra a Palazzo Pepoli, solo che alla vigilia dell’inaugurazione dell’esposizione “Street Art: Banksy & co”, il 16 marzo 2016, Blu, in polemica con l’iniziativa, cancellò con la vernice grigia quasi tutti i suoi lavori dai muri di Bologna in polemica con la mostra. Tra questi anche “Occupy Mordor”, il grande murales nella sede dell’allora Xm24 che oggi non esiste più.
“Ricordo che Roversi Monaco ci rimase male, infastidito dalle polemiche – prosegue Tarozzi – si era fidato di noi che volevamo salvare quelle opere, ritenendole opere d’arte”. Tarozzi e Roversi Monaco hanno continuato a vedersi in questi dieci anni. “Ultimamente più raramente, ma capitava spesso di andarci a fare un bicchierino. Era davvero un uomo colto, curioso, generoso. Una grande perdita. Nei sotterranei di Palazzo Pepoli ci sono ancora due opere di Blu”.