di
Leonard Berberi

La guerra in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno portato al crollo delle esportazioni di cherosene per aerei verso il resto del mondo

Il blocco del traffico delle petroliere nello Stretto di Hormuz — che di solito sposta circa il 20% del petrolio mondiale e una quota significativa di jet fuel — costringe i governi a fare i calcoli sul carburante a disposizione e le compagnie aeree a ragione sugli scenari e sulle conseguenze al trasporto. Con l’ultimo carico di cherosene destinato in Europa in arrivo il 9 aprile, inizia il conto alla rovescia sul giorno in cui scatterà l’emergenza vera e propria se la guerra in Medio Oriente dovesse proseguire. Cosa deve fare chi si prepara ad andare in vacanza in estate? Ecco alcune domande e risposte.

1) È sicuro prenotare ora i voli per l’estate?
I vettori rassicurano. Negli scenari peggiori l’impatto sui voli dovrebbe verificarsi dopo settembre, ma dipende dalle aree. Il quadro, infatti, non è omogeneo e cambia da Paese a Paese. 



















































2) Quali sono i voli più e meno «certi» di essere operati?
Difficile da dire. Secondo alcuni dirigenti delle compagnie aeree i collegamenti brevi (intra-europei) hanno un rischio minore. Nello scenario peggiore — carenza di jet fuel nello scalo di destinazione — l’aereo può imbarcare alla partenza più carburante così da non rifornirsi. Anche i voli verso l’America non sono visti come problematici. 

3) E i voli verso l’Asia?
La situazione qui è più delicata: l’area importava buona parte del cherosene necessario dal Golfo Persico. La Cina è al riparo, avendo grandi riserve, ma altri Paesi — come il Vietnam — iniziano a intervenire sulle scorte.

4) Che tipo di prenotazione devo effettuare?
Viste le troppe incognite, il consiglio è di acquistare i voli con tariffe flessibili e rimborsabili. Non solo per tutelarsi da una cancellazione, ma anche perché se la guerra finisce e i prezzi calano, potrete cambiare o cancellare senza perdere tutto. 

5) È consigliabile una vacanza che prevede più voli?
Dipende dalla zona nella quale si viaggia. Negli Stati Uniti, per esempio, non s’intravvedono criticità. Ma altrove, come l’Asia, sì. Ecco perché è meglio puntare sui voli diretti. Se proprio non ci sono allora è preferibile la soluzione con il minore numero di scali: così si riduce il rischio di un effetto a catena. 

6) Ma è possibile fare una mappa delle destinazioni meno problematiche?
Come anticipato le mete più «sicure» sono quelle raggiungibili con voli brevi o diretti. L’Europa, per esempio, il Nord e Sud America. Qualche problema c’è nel Sud-Est Asiatico, dove però la situazione varia localmente. Attenzione però: non è escluso che criticità si palesino all’improvviso in qualche isola mediterranea. 

7) È più sicuro volare a giugno, luglio o agosto per le vacanze estive?
Su questo punto i momenti migliori sarebbero giugno e luglio: questo perché se mai ci dovesse essere una carenza di jet fuel — considerando una prosecuzione del conflitto e del blocco dello Stretto di Hormuz anche nelle prossime settimane — un eventuale «razionamento» scatterebbe dalla seconda metà di agosto. 

8) Ma quindi meglio non prenotare vacanze tra la seconda metà di agosto e settembre?
Impossibile saperlo. La volatilità è così elevata che con una guerra attiva ancora nelle prossime settimane, per i vettori si approderebbe in «terra incognita». 

9) Come posso restare informato in tempo reale?
La soluzione migliore è scaricare l’applicazione della compagnia aerea che sarà utilizzata per la vacanza, così da ricevere le notifiche velocemente. È consigliabile anche consultare i profili social — ufficiali — dei vettori (X, Facebook, Instagram) così da non perdere comunicazioni urgenti.

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3 aprile 2026 ( modifica il 3 aprile 2026 | 07:53)