di
Paolo Virtuani

Coltre di 3 metri sulla Maiella: 13 bloccati in un hotel soccorsi dall’Esercito. Ferrovia riaperta

La tempesta Erminio, che da giorni staziona sulle regioni Centro-meridionali ha scaricato una quantità eccezionale di neve fuori stagione in montagna su tutto il versante Est dell’Appennino centrale, dall’Umbria al Molise, innescando numerose valanghe. Le piogge torrenziali a quote inferiori hanno causato frane, ingrossato e fatto esondare molti corsi d’acqua. D. R., 53enne pugliese di Bisceglie, risulta disperso con la sua auto nel crollo del ponte sul Trigno lungo la statale 16 tra Abruzzo e Molise.

L’allarme è stato dato dalla figlia che non ha più avuto sue notizie. I passeggeri di un’altra auto si sono messi in salvo, mentre fino a sera sono continuate anche in mare le ricerche dell’uomo disperso. 



















































La procura di Larino ha aperto un fascicolo per crollo colposo anche se per ora non risultano indagati. Il ponte era stato aperto pochi mesi fa dopo lunghi lavori di rifacimento. Un altro ponte sul Trigno sulla provinciale 55 è stato chiuso dopo che le acque erano salite in poche ore.

Tredici persone bloccate dalla neve in un hotel a Passo Lanciano, nel comprensorio della Maiella, sono state raggiunte e sgomberate dall’Esercito dopo che le strade sono state liberate dalla neve. «Non abbiamo mai avuto paura, l’unico momento critico è stato mercoledì quando in auto ci siamo trovati davanti a un muro di neve e alberi caduti», hanno raccontato alcuni testimoni.

«Il governo segue con la Protezione civile l’evoluzione delle situazioni in Molise, Abruzzo e Puglia», ha dichiarato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. Le linee ferroviarie Pescara-Foggia e Foggia-Caserta hanno ripreso parzialmente la circolazione ieri pomeriggio.

Anche in Umbria la piana di Castelluccio di Norcia è stata sommersa da cumuli di neve con forte rischio di valanghe sui monti Sibillini al confine con le Marche. In Abruzzo molti paesi sono isolati per la neve e per gli allagamenti. In Puglia è stato parzialmente allagato il duomo di Molfetta: sui monti del Foggiano in due giorni sono caduti oltre 120 millimetri di pioggia.

Numerose la frane: la frazione di Fornisco è stata evacuata per precauzione, a Prato di Tivo una valanga ha investito un residence, che era stato già fatto sgomberare. «Avremo sempre di più di queste emergenze a causa dei cambiamenti climatici»,ha ammesso Giuseppe Puchetti, presidente della provincia di Campobasso. Alcune dighe hanno aperto le paratie per far defluire l’acqua, come i bacini del Liscione, sul fiume Biferno in Molise, e in Abruzzo quelli di Penne e di Bomba.

«Lo stato d’emergenza per Abruzzo, Molise e Puglia sarà decretato dal governo», ha reso noto Francesco Roberti, governatore del Molise, nella sua regione si stimano danni per 300 milioni. «Le quaranta famiglie sfollate a Termoli sono state sistemate in hotel della città». Il prefetto di Pescara, Flavio Carnevale, ha invitato a limitare gli spostamenti allo stretto necessario.

Interessata anche la Campania dall’ondata di maltempo, dovuta a una condizione meteorologica che ha bloccato la perturbazione sulle stesse zone. «Benevento e i Comuni a valle sono stati protetti dalla diga di Campolattaro che ha impedito che una grande quantità d’acqua raggiungesse i fiumi», ha detto Nino Lombardi, presidente dalla provincia di Benevento. In Sicilia una frana a Carini (Palermo) ha provocato l’evacuazione di tre famiglie. Quindici gli evacuati in provincia di Potenza. 

3 aprile 2026 ( modifica il 3 aprile 2026 | 07:57)