Nel volume racconta l’esperienza di mamma di quattro figli, dai 4 ai 19 anni, la più piccola dei quali, Atena, è figlia dell’attuale marito, l’attore Claudio Santamaria. I maggiori (Emma, Renato e Greta) sono nati dalle prime nozze con Marcello Molfino.

La giornalista ha condiviso la sua esperienza domestica per creare un dibattito educativo sul ruolo dei device nelle vite dei bambini.

Racconta che Emma, la 12enne di casa, ad esempio, «È ligia alle regole, ma oggi i suoi coetanei vanno a un pigiama party e cinque secondi dopo hanno già le foto sullo stato di WhatsApp. È complicato spiegare che questo significa che decine di persone hanno una loro foto e possono farne un uso sbagliato».

Tra i vari episodi che ricorda, c’è quello di quando non l’ha mandata al concerto di Shiva e le ha chiesto: «Ti piacerebbe se un ragazzo ti parlasse così?». A lei ha permesso di avere un cellulare, ma con «solo i numeri di familiari e amiche del cuore. Il telefono, la sera, non entra in camera da letto e io ho il Pin. Poi, io e Claudio ci impegniamo a essere d’esempio. Io ho disinstallato le app buone solo a distrarmi, mi sono riappropriata di tempo per me e per i figli, e abbiamo stabilito che la cucina è smartphone free anche per noi adulti».

Nel patto educativo di cui parla Francesca Barra c’è dialogo intergenerazionale: «Ho escogitato passatempi da fare insieme come “il martedì della lettura” e le lezioni di uncinetto. Se togli il telefono e non dai alternative, crei frustrazione. Se offri esperienze, i ragazzi scoprono che esiste altro».