Firenze, 5 aprile 2026 – Non c’è davvero pace per gli Uffizi, uno dei musei più conosciuti e frequentati del mondo. Dopo la notizia del presunto attacco hacker, oggi, nel giorno di Pasqua, c’è stato un blitz improvviso dei lavoratori precari, che hanno scelto di manifestare davanti ad una delle opere simbolo delle Gallerie: la Venere del Botticelli.
La protesta
I sindacati protestano soprattutto sulla mancata regolarizzazione di chi lavora con contratti precari all’interno del museo da molti anni. “Abbiamo portato la protesta davanti alla Venere di Botticelli – dicono i Sudd Cobas Prato Firenze, che da giorni manifestano con un banchino davanti all’ingresso del museo – per pretendere risposte urgenti per coloro che dopo anni di precarietà di ritrovano senza lavoro e salario. C’è bisogno urgentemente di stabilizzare i precari storici, e non di assumere nuovo personale con contratti a chiamata ancora più precari”. Dal 31 marzo il sindacato ha lanciato una mobilitazione permanente, con iniziative per tutta la settimana di Pasqua. “Sappiamo – dice poi Valentina Peri del sindacato di base – che CoopCulture”, la società che si è aggiudicata l’appalto per la gestione dei servizi di biglietteria, accoglienza e altro, “sta assumendo nuovi precari con contratti ancora peggiori, a chiamata, mentre quelli storici sono a casa senza stipendio da ottobre. Non è possibile che i musei famosi in tutto il mondo, fra tutte le Gallerie degli Uffizi, si fondino totalmente sul lavoro precario”.
Nuova manifestazione
La mobilitazione proseguirà anche domani, lunedì di Pasquetta, con appuntamento alle 14:30 nel piazzale degli Uffizi. “Giovedì 9 Aprile – dicono ancora – manifesteremo in piazza Duomo sotto il palazzo della Regione Toscana dove si terrà l’incontro con l’Unita di Crisi. Intanto ci prepariamo a raggiungere con una protesta il Ministero della Cultura a Roma il prossimo 13 Aprile. È l’ora di finirla con la precarietà e con il sistema malato degli appalti. Non c’è cultura senza diritti, e non daremo tregua finché non avremo soluzioni”. La protesta è durata circa un’ora ed è cominciata intorno alle 16,30. Dopodichè i manifestanti si sono allontanati. Non si segnala l’intervento delle forze dell’ordine.
L’attacco hacker
La protesta arriva all’indomani di un altro episodio che ha portato gli Uffizi al centro delle cronache, cioè l’attacco da parte di un gruppo di hacker russi che avrebbe in qualche modo violato il sistema di sicurezza del museo. La direzione si è affrettata a dire che niente è stato trafugato e che la situazione è sempre stata sotto controllo, ma sono in corso indagini per capire cosa sia realmente accaduto.