Un nuovo tassello nella lunga guerra giudiziaria per l’eredità tra Margherita Agnelli e i suoi figli.

Al centro della contesa c’è la successione di Marella Caracciolo, vedova dell’avvocato Gianni Agnelli e madre di Margherita Agnelli: una vicenda che si intreccia con il discusso accordo del 2004 firmato in Svizzera, con cui Margherita incassò un maxi-pacchetto da circa 1,3 miliardi di euro tra denaro, immobili e opere d’arte, rinunciando però a ulteriori pretese sul patrimonio del padre e sulle quote della cassaforte di famiglia. Successivamente, Margherita Agnelli non ha più ritenuto adeguato l’accordo e, per questo, dal 2007 è in causa con i figli.

E adesso dalla Svizzera arriva una nuova decisione. Il Tribunale civile di Thun, infatti, ha dichiarato «inammissibile» l’azione promossa da John, Lapo e Ginevra Elkann per stabilire se la nonna Marella Caracciolo avesse mantenuto in Svizzera, fino agli ultimi anni di vita, il proprio «centro degli interessi», vale a dire la residenza effettiva e il luogo in cui era realmente radicata la sua vita personale e patrimoniale. I tre fratelli, in altre parole, avevano chiesto che un giudice svizzero riconoscesse che nonna Marella vivesse davvero in Svizzera, così da rafforzare la tesi secondo cui proprio i tribunali svizzeri dovessero avere voce sulla successione. Ma il tribunale di Thun non ha accolto la richiesta e, soprattutto, non è entrato nel merito della questione: ha deciso di non esaminare il caso.

È questo il punto centrale della decisione. In materia ereditaria, infatti, la residenza effettiva della persona scomparsa può essere decisiva per stabilire quale Paese abbia giurisdizione.

Secondo i legali di Margherita Agnelli, la dichiarazione di inammissibilità confermerebbe, in sostanza, l’impossibilità di radicare in Svizzera la giurisdizione sulla successione di Marella Caracciolo. È una tesi che, per gli avvocati della donna, «è destinata ad avere riflessi rilevanti sui procedimenti pendenti, fra cui quello davanti al tribunale civile di Torino, nell’ambito del quale i giudici saranno chiamati a pronunciarsi sulla successione di Marella Caracciolo».