di
Gaia Piccardi

Simone Vagnozzi ha parlato dell’atteggiamento di Jannik sul servizio avversario: «Se ti muovi spesso, spezzi il ritmo». Oggi la sfida con Machac

Ci sono parole che andrebbero fatte sentire in tutte le scuole tennis di Sinnerlandia, dalla Sicilia alle Alpi. La masterclass sulla posizione in risposta di Jannik tenuta a Sky Sport da coach Vagnozzi, ad esempio: «Certi giocatori, tipo Zverev, a seconda di come ti metti, un passo avanti o un passo indietro, cambiano il servizio. Ma se ti muovi spesso, gli spezzi il ritmo. In questo Sinner ha fatto un upgrade: in risposta mischia, un punto si mette con i piedi sulla riga di fondo e quello dopo arretra. Prima invece giocava il game tutto lontano o tutto vicino. Abbiamo lavorato sulla sua flessibilità. Se faceva il punto, voleva giocarlo sempre così. Invece bisogna cambiare, sennò gli altri si abituano». I progressi del campione del Sunshine Double, atteso a Montecarlo dalla sfida con il ceco Machac (3-0 i precedenti, tutti sul cemento all’aperto), si spiegano anche così.

E ci sono partite che andrebbero vietate ai minori, in quanto diseducative. Daniil Medvedev non ama la terra («E non c’è niente che il coach possa dirmi per farmela piacere») ma nulla giustifica il film dell’orrore di cui è stato protagonista ieri sul centrale, culminato con la frantumazione della racchetta tra gli «olé» del pubblico. È vero che Matteo Berrettini, in questa fase dell’esistenza in cui ha deciso di godersi il viaggio senza stressarsi troppo per la destinazione, si è messo d’impegno per guastare al russo la giornata però 27 errori gratuiti — quasi tutti sassate lanciate dai teloni direttamente nel Mediterraneo — raccontano di una prestazione indecente, che l’uomo di Mosca si è sentito di commentare solo con la tv russa, nella speranza che il traduttore del torneo si fosse preso un mercoledì di vacanza.



















































Di una giornata di Medvedev da (peggior) Kyrgios, ha approfittato Matteo che, a quattro giorni dal 30º compleanno e sulle ali di un inedito 6-0 6-0, è volato negli ottavi di finale di Montecarlo, dove oggi alle 11 trova ad aspettarlo un avversario agli antipodi: il 19enne di Rio de Janeiro Joao Fonseca, irrobustito dalle lezioni con Sinner (Indian Wells) e Alcaraz (Miami), a suo agio sul rosso e sopravvissuto ieri a una fiera battaglia in tre set con Rinderknech. «Con Medvedev è stata una partita perfetta» ha sorriso Berrettini, che poi si è scusato con Carlo Verdone («Scusa Carlo V.» ha scritto sulla telecamera a fine match), che in un podcast aveva rivelato di essere affascinato dai colpi sghembi di Medvedev al punto da scambiarsi messaggi con il russo. Fonseca, già sconfitto in Davis (ma sul veloce indoor) è un buon test per le ambizioni di Matteo che ha Roma, casa sua, nel mirino.

Test sulla polvere di mattone che non è stato superato né da Flavio Cobolli, furibondo con la giudice di sedia per un dritto a sventaglio del belga Blockx giudicato buono dall’occhio di falco e invece confermato out dal segno della palla sul campo (il verdetto dell’arbitraggio elettronico non è ribaltabile), né da Lorenzo Musetti, che dopo l’infortunio in Australia non ha più trovato continuità di rendimento. Il kappaò all’esordio sul rosso con l’enfant du pays Valentin Vacherot, monegasco cresciuto sui campi del Country Club, è particolarmente doloroso perché qui Lorenzo difendeva la finale dell’anno scorso con Alcaraz, che fu l’inizio di una strepitosa cavalcata sulla terra. Scivola al n.9 del ranking di cui Sinner sta cercando di tornare in possesso. «Ogni giorno Jannik si sveglia chiedendosi come diventare un tennista più forte» è la perla di Vagnozzi nel discorso iniziale. Ieri si è allenato con Moise Kouame, classe 2009. Prima impari a conoscerli, prima li batti.

9 aprile 2026 ( modifica il 9 aprile 2026 | 15:38)