Il tecnico e il portiere sono stati insieme alla Roma nel 2016-17. Ma il tecnico bianconero gli preferiva il polacco. Poi entrambi i numeri uno si sono esaltati altrove. Ora il brasiliano, che con il Liverpool ha vinto tutto, vuol tornare in Italia…
Giornalista
9 aprile – 18:06 – ROMA
Una stagione fianco a fianco, anche se poi le occasioni per poter condividere davvero non sono state poi molte, almeno non per quanto riguarda le partite vere, quelle che contano. Perché in quella Roma lì, quella del 2016-17, Luciano Spalletti di portieri top ne aveva ben due, neanche uno: Wojciech Szczesny e Alisson Becker, per tutti solo Alisson. E la scelta di Spalletti quell’anno fu di puntare sul portiere polacco, con il brasiliano relegato invece al ruolo di vice e impegnato solo nelle coppe. Adesso per i due, però, ci sarà molto probabilmente molta più occasione di “stare insieme”. Perché la Juve per il prossimo anno vuole proprio lui, Alisson, e il brasiliano da un po’ ha voglia di tornare in Italia.
gli inizi—
In quella Roma lì Alisson giocò in tutto appena 15 partite, tutte nelle coppe: l’1-1 esterno con il Porto nell’andata del playoff di Champions, dieci gare di Europa League e 4 di Coppa Italia. In campionato, invece, mai neanche una partita, neanche un solo minuto. Del resto il brasiliano era appena arrivato a Roma per otto milioni, operazione conclusa a gennaio della stagione precedente (ma congelata fino all’estate), proprio quando Spalletti sbarcò nella Capitale per il suo bis in giallorosso. L’attuale tecnico bianconero, però, si fidava ciecamente di Szczesny, secondo lui più affidabile tra i pali e più bravo a giocare con i piedi. I due, tra l’altro, avevano già lavorato insieme nei quattro mesi precedenti e Spalletti fu decisivo per la permanenza del polacco a Roma (che era in prestito dall’Arsenal). Tanto che durante l’estate a Trigoria stavano pensando anche di dirottare Alisson in prestito altrove (si aprì un fronte anche con la Fiorentina), per poi decidere di tenerlo con sé. “Giocherà chi sta meglio”, disse a inizio stagione Spalletti. Che poi, quando la Roma vinse con il Liverpool a St. Louis, nella tourné estiva americana, aggiunse: “Alisson è bravo, ha dimostrato di essere un portiere da Roma, con presenza fisica e personalità. Deve migliorare nel far partire l’azione con i piedi, ma è un giocatore su cui poter fare affidamento”. Alla fine con Alisson arrivarono in tutto 8 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, tra cui quelle letali con Lione (ottavi di finale di Europa League) e Lazio (semifinale di Coppa Italia) che lasciarono un profondo rammarico nella stagione giallorossa.
lotta a due—
Il dualismo tra Szczesny e Alisson andò così avanti per tutta la stagione, con il polacco di fatto portiere titolare e il brasiliano uomo di coppa. La cosa ad Alisson non è che andasse proprio a genio, tanto che a settembre del 2017, dopo l’addio di Spalletti alla Roma e la sua promozione a portiere titolare, il brasiliano disse: “Giocavo poco per scelta tecnica del nostro vecchio allenatore. Aveva scelto di avere due portieri di livello e mi faceva giocare solo nelle coppe. Io sono un ragazzo tranquillo, mi piace parlare poco e non ero a mio agio ad andargli a chiedere spiegazioni”. Spalletti, invece, ha sempre pensato di aver fatto la scelta giusta, tanto che nel 2024, a un evento di beneficenza, disse: “Alla Roma avevo Szczesny e Alisson e per molti avevo fallito su tutti e due: erano entrambi dei brocchi. Invece hanno fatto tutti e due delle grandissime partite tanto che avevamo la certezza che fossero entrambi dei veri campioni. Li ho gestiti e, per questo, mi hanno ringraziato per come li ho impiegati”. Szczesny poi ha fatto la storia proprio della Juventus e del Barcellona, Alisson ha vinto tutto a Liverpool. Ora Spalletti e Alisson si potranno ritrovare ancora insieme. Stavolta, però, non c’è uno Szczesny di troppo. E allora potrà andare tutto molto meglio di dieci anni fa….
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