Il weekend del Gran Premio di Miami rappresenterà uno snodo cruciale per il prosieguo della stagione. Non saranno soltanto le novità tecniche attese in pista a poter influenzare i valori emersi nelle prime tre gare già disputate, ma anche i riscontri che arriveranno al termine del weekend. La bandiera a scacchi di Miami, infatti, congelerà le prestazioni delle power unit nei primi quattro Gran Premi stagionali, dando ufficialmente il via al processo di valutazione previsto dall’ADUO.

La FIA calcolerà la media delle performance delle unità endotermiche di Mercedes, Ferrari, Red Bull, Honda e Audi rilevate da Melbourne a Miami. La Federazione avrà poi due gare di tempo per comunicare il quadro definitivo, con ogni probabilità poco prima o durante il weekend di Montecarlo.

Una volta stabilita l’unità endotermica di riferimento (nel paddock si dà per scontato che sarà il V6 Mercedes) verrà valutata la presenza di eventuali gap prestazionali superiori al 2% o al 4%, soglie che consentono rispettivamente uno o due aggiornamenti del motore endotermico.

Gli effetti dell’ADUO si vedranno non prima di luglio

Dalla gara successiva, il Gran Premio di Spagna, i motoristi autorizzati potranno introdurre aggiornamenti alle proprie unità V6. Tuttavia, è improbabile vedere nuove specifiche prima del mese di luglio. Le ragioni sono molteplici, a partire dal cost cap. L’ADUO non si limita a concedere l’autorizzazione tecnica agli interventi, ma prevede anche un extra-budget destinato a coprire i costi di sviluppo. Un aspetto tutt’altro che secondario.

Honda RA626H

Honda RA626H

Foto di: Honda

Nel caso di Honda (il cui gap del 4% è dato per scontato) i lavori potrebbero essere già iniziati da tempo. Diversa la situazione degli altri motoristi, più vicini alla soglia del 2%: difficilmente avranno avviato attività con un impatto economico significativo senza la certezza dell’extra-budget. È plausibile che i piani siano pronti, ma il via libera definitivo arriverà solo dopo l’ufficialità della FIA.

A incidere sulle tempistiche c’è anche la gestione del numero di unità endotermiche consentite: quattro per l’intera stagione. L’introduzione di una specifica aggiornata va quindi pianificata con attenzione. Lo scorso anno Ferrari portò in pista la PU2 in Arabia Saudita (quinta gara), mentre McLaren e Mercedes attesero Miami (sesta gara).

Guardando al calendario attuale, è probabile che la seconda power unit venga introdotta in Canada. Montecarlo, tradizionalmente poco severo dal punto di vista motoristico, potrebbe essere affrontato con la Power Unit n.1.

I costruttori che avranno la possibilità di aggiornare la ICE potrebbero scegliere di farlo direttamente sulla terza unità. Una strategia che consentirebbe di anticiparne l’utilizzo, ruotando le unità precedenti nelle sessioni di prove libere o sui tracciati meno sensibili alla potenza. In questo scenario, le PU3 aggiornate dovrebbero debuttare tra Silverstone (5 luglio) e Spa (19 luglio). Dopo il Gran Premio del Belgio, la FIA procederà poi con una nuova valutazione dei valori di performance dei V6 basata sui dati raccolti a partire da Montreal.

Mercedes W17, dettaglio della power unit

Mercedes W17, dettaglio della power unit

Foto di: AG Photo

Strategie e possibili scenari

Resta da capire come evolveranno le gerarchie tecniche nel corso della stagione. Tra gli addetti ai lavori c’è chi ipotizza che, dopo Miami, possa emergere qualche forma di “sandbagging” da parte di chi oggi rappresenta il riferimento in termini di performance endotermica, ovvero Mercedes.

Se da un lato è lecito attendersi una crescita dei diretti rivali, dall’altro non si possono escludere strategie più sottili. Un motorista che disponga di uno sviluppo in grado di garantire un salto prestazionale significativo potrebbe essere tentato di ridurre temporaneamente le prestazioni dell’unità attuale, rientrando nella finestra del 2% (dopo Spa) e ottenendo così il via libera agli aggiornamenti.

Molto dipenderà dalla situazione che prenderà forma nella classifica generale: in presenza di margini ampi, sacrificare qualche risultato nel breve periodo potrebbe rivelarsi una scelta vantaggiosa in ottica di medio-lungo termine.

Con l’ADUO ormai prossimo a entrare nel vivo, appare evidente come l’introduzione di un meccanismo di recupero per i motoristi in difficoltà sia stata una scelta lungimirante. L’esperienza del 2014 ha lasciato il segno: allora, i rivali della Mercedes si trovarono a fronteggiare un divario enorme senza possibilità di intervento a causa del congelamento delle unità. Un errore evidente che, fortunatamente, non è stato ripetuto.

Leggi anche:

Vogliamo la vostra opinione!

Cosa vorresti vedere su Motorsport.com?

Partecipate al nostro sondaggio di 5 minuti.

– Il team di Motorsport.com