di
Chiara Baldi

Già assessore all’Ambiente in Regione Lombardia con la Federazione dei Verdi, nel 2011 è entrato a Palazzo Marino prima come consigliere del Pd poi, nel secondo mandato di Sala, con i Verdi. Il sindaco: «Se n’è andato un lottatore»

Carlo Monguzzi non c’è più: il consigliere comunale dei Verdi, ex Pd, ex assessore regionale, eterno combattente di battaglie che a molti sembravano già perse in partenza, colui che non mancava mai di dire la sua quando un provvedimento assunto dal suo centrosinistra era – per lui – «sbagliato», è morto a 74 anni dopo una breve malattia. Nei mesi scorsi Monguzzi era stato ricoverato più volte, negli ultimi giorni si trovava all’Hospice dell’Istituto dei Tumori.

La notizia della scomparsa è stata data dalla moglie sugli account Facebook e Instagram dello stesso Monguzzi: «Amore mio ora sei libero. Carlo non c’è più. Un uomo perbene libero coraggioso non c’è più. Sono grata alla vita per aver condiviso con te tanto tempo…ora mi sento persa e non so come fare a ritrovare la tua leggerezza che mi rendeva così serena. Grazie per esserci stato sempre. Forte solido delicato e gentile, bello. Eri così. Grazie di tutto amore mio». Monguzzi, riservatissimo nella vita privata, si era sposato nel 2021 – a 70 anni – con Silvia Ceruti.



















































In pochi minuti sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio, a cominciare da quello del sindaco Beppe Sala, con cui pure Monguzzi negli anni è stato molto critico (da San Siro a Area B, passando per tante iniziative che per Carlo non erano davvero ambientaliste): «Se ne è andato Carlo Monguzzi, se ne è andato un lottatore. Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto reciproco non è mai venuto a mancare. Avevo celebrato il suo matrimonio. Ed era l’unico che in aula consiliare si rivolgeva a me non con “Sindaco”, ma con “Beppe”. Chi non frequenta la politica non può capire come possano coesistere duri scontri pubblici e solidi rapporti privati. Anche l’ultima volta che è venuto nel mio ufficio, nei mesi scorsi, avevamo discusso animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio. Un abbraccio che ricordo molto bene. Durante la sua malattia, che è progredita in un modo assurdamente rapido, mi informava delle cure. Poi non è più riuscito a farlo e ho capito. Riposa in pace, caro Carlo».

Nato a Milano il 18 settembre del 1951, si era laureato in Ingegneria chimica e poi era diventato professore di matematica. Ma è sempre stata la politica la sua grande passione. Tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi, nel 1990 era entrato in Regione Lombardia come come consigliere regionale con la Federazione dei Verdi. Dal 1993 al 1994 è stato anche assessore regionale all’Ambiente ed energia promuovendo la prima legge sulla raccolta differenziata dei rifiuti e il primo Piano Aria contro lo smog. In Regione è stato rieletto come consigliere anche nel 1995, nel 2000 e nel 2005. 

Poi, non potendo più essere ricandidato al Pirellone, nel 2011 è entrato in Consiglio Comunale a Milano nel 2011 con il Pd. Partito da cui è uscito alla vigilia delle amministrative del 2021, preferendo la lista di Europa Verde: ma in questi anni non sono mancate le frizioni con i suoi due compagni di partito eletti a Palazzo Marino, per cui Carlo Monguzzi alla fine era quasi sempre una voce fuori dal coro, il «dissidente» del centrosinistra che spesso solo (o accompagnato da pochissimi altri eletti) combatteva le battaglie per coerenza e difesa dei principi. Era anche uno dei pochissimi che in Aula a Palazzo Marino aveva il 100 per cento dei presenze nelle sedute e quando gli si chiedeva perché, amava dire, «quando si prende un impegno lo si onora fino in fondo».

Chi frequentava Milano e le sue manifestazioni lo trovava sempre, con il suo pile, in prima fila alle commemorazioni per piazza Fontana – la via dedicata di recente a Pino Pinelli a San Siro è anche merito di Monguzzi – così come per il 25 Aprile, o per i venerdì senza scuola dei Fridays for Future. Più di recente, dopo il 7  ottobre 2023, Monguzzi – non senza attirarsi le critiche di molti – ogni sabato era in piazza con la comunità palestinese.


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13 aprile 2026 ( modifica il 13 aprile 2026 | 09:09)